Sorpresi a bagnarsi nell’Orta La forestale multa 68 turisti

Sanzioni di 300 euro per deterioramento degli habitat naturali nella zona della Cisterna di Bolognano «È solo un modo per fare cassa», protesta uno dei visitatori fotografati domenica con i piedi nell’acqua
BOLOGNANO. Per sfuggire al caldo torrido della costa in molti domenica hanno scelto la montagna, e in particolare lo splendido scenario delle gole dell’Orta, nei pressi della Cisterna di Bolognano, e del torrente Cusano, tra Roccamorice e Abbateggio. Ma almeno 68 tra quelli che hanno ceduto alla tentazione di immergere i piedi, o addirittura di farsi il bagno nel fiume, sono tornati con una pesante multa dei carabinieri forestali. Una sanzione amministrativa di 300 euro (da pagare in misura ridotta) a favore della Regione Abruzzo, «per deterioramento», fa sapere la Forestale, «degli habitat naturali delle Gole dell’Orta a Bolognano e del Torrente Cusano tutelati a livello regionale, nazionale ed europeo». La legge regionale è la numero 50 del 1993 che a tutela della fauna cosiddetta minore, vieta ogni attività che possa provocare «disturbo, distruzione o deterioramento degli ambienti di vita, di riproduzione o di frequentazione» delle specie di acqua dolce. Vale a dire, negli ecosistemi del fiume Orta e delle gole di Cusano, di molti anfibi, ma anche del gambero e del granchio di fiume. «È una legge che esiste da quasi trent’anni» racconta una delle persone multate, «la conosco perché sono del posto, e so pure che da quasi trent’anni ci vengono tutti. Evidentemente adesso serviva fare cassa, altrimenti non si spiega un’azione così massiccia e improvvisa. Ma comunque», continua il cittadino che chiede l’anonimato, «noi non eravamo andati alla Cisterna. Eravamo in quattro e stavamo cercando dove proseguisse il sentiero ufficiale, visto che non c’è un’indicazione o un cartello di fine sentiero, ma solo vegetazione incolta, e non si capiva dove dover andare. Siamo stati fotografati e multati appena messo piede in acqua. E non per fare il bagno. Ma se davvero il parco volesse tutelare la zona, invece di fare repressione a suon di multe iniziasse a mettere due cartelli e due cestini. Ci mancavano le multe e gli sceriffi per finire a scoraggiare qualsiasi iniziativa turistica».
«La tutela degli habitat e delle specie protette a livello regionale, nazionale ed europeo», spiegano i Carabinieri Forestali, «è una priorità per conservare l’integrità degli ecosistemi. Domenica è stata messa in pericolo la sopravvivenza di specie animali e vegetali di particolare importanza ecologica, il cui attuale stato di conservazione è considerato inadeguato e in via di peggioramento, soprattutto per gli anfibi, fortemente minacciati in tutto il mondo dalla distruzione degli ambienti umidi e dai cambiamenti climatici».
«I forestali hanno perfettamente ragione», dice M.V., altra frequentatrice della zona che solo la settimana scorsa era stata a farsi il bagno alla Cisterna. «Ormai ci va talmente tanta gente, e anche maleducata, che lascia rifiuti, cartacce, che va bene così. Anche se mi dispiace parecchio sapere che non ci si può andare. Per fortuna l’Abruzzo offre tante alternative». (s.d.l.)
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