Sorpresi a rubare, folle fuga nella notte

Sfondano la vetrina con l’auto e svaligiano “Montanari”, poi l’arrivo della polizia e l’inseguimento fino all’asse attrezzato
PESCARA. Hanno sfondato la vetrina, utilizzando come ariete una Fiat Tempra rubata qualche ora prima a Francavilla al Mare, e una volta all’interno in pochissimi minuti hanno cercato di portarsi via tutti i preziosi e gli orologi che erano custoditi nelle vetrinette. Assalto, ieri, alla gioielleria Montanari di via Conte di Ruvo, in zona Portanuova. Per l’attività, si tratta del secondo colpo che subisce in sette anni. Ingente il bottino, anche se ancora in via di quantificazione. Tutto è accaduto attorno alle 4,20 quando alla centrale operativa del 113 è giunta la segnalazione che si era attivato il sistema d’allarme del negozio. In un attimo, sul posto, si è precipitata una pattuglia ed è a questo punto che è nato un inseguimento con i malviventi con tanto di speronamento finale della Volante, dopo il quale i banditi sono riusciti a dileguarsi. Come i ladri hanno visto arrivare la polizia, sono scappati dal negozio, perdendo lungo la strada una parte della refurtiva, per poi salire su un’Audi nera che li stava aspettando proprio lì davanti. Quindi hanno cominciato una folle fuga per via Orazio e le strade limitrofe, inseguiti dai poliziotti della squadra volante. Più volte hanno anche percorso le stesse vie, tornado indietro. Quindi si sono diretti a tutta velocità verso l'asse attrezzato, dove la polizia ha tentato di bloccarli. Ma qui, a un certo punto, hanno stretto la Volante, l’hanno speronata, riuscendo a guadagnarsi la fuga e dunque a far perdere le tracce.
E ora è caccia all’Audi nera, all'interno della quale vi erano di sicuro quattro persone se non cinque. Tre banditi visti dalla stessa polizia fuggire via dalla gioielleria con al seguito il bottino e immortalati dalle telecamere dell’attività, un quarto che fungeva da palo e forse il quinto che li aspettava nell’auto. Un colpo organizzato e studiato nei minimi dettagli.
Nei filmati del sistema di videosorveglianza della gioielleria, si vedono i tre malviventi, tutti coperti dalla testa ai piedi per non farsi riconoscere, e guanti alle mani per non lasciare impronte. Delle indagini si sta occupando adesso la squadra Mobile coordinata dal vice dirigente Mauro Sablone. Sul posto, per i primi accertamenti oltre alla squadra volante, la polizia scientifica.
Per i proprietari, un durissimo colpo da mandare giù. A quanto pare, la merce rubata non era neppure assicurata. «Siamo molto arrabbiate», è stato l’unico commento, ieri mattina, delle figlie del titolare, Benito Montanari, oggi ultraottantenne e che il 15 gennaio 2014 in quella stessa attività subì una rapina, durante la quale venne ferito alla testa con il calcio di una pistola. E tutto per 300 euro che i banditi si erano riusciti a portare via con il registratore di cassa sottobraccio davanti a decine di testimoni che a quell’ora, erano circa le 17,30, affollavano la strada. Quell’episodio è ancora ben impresso nella loro mente. «Siamo troppo amareggiate», hanno ripetuto, e non vogliamo dire niente anche per i nostri genitori anziani. Ci dispiace soltanto che per un soffio la polizia non è riuscita a prenderli».

