Sorpresi due lavoratori in nero: chiuso lo stabilimento Luna rossa

Durante l’ispezione dei carabinieri, spuntano alcune irregolarità: ulteriori accertamenti in corso Il titolare Di Cioccio: «Saneremo al più presto la posizione del personale, così potremo riaprire»
FRANCAVILLA. Nel corso di un'attività di controllo sul territorio cittadino, i carabinieri del Nucleo ispettorato del lavoro di Chieti, del Nas di Pescara e della stazione di Francavilla hanno sospeso l'attività dello stabilimento Luna Rossa di Francavilla, all'interno del quale sono stati trovati due lavoratori risultati non in regola. I militari dell'Arma hanno notificato il verbale al titolare dell'attività Cristiano Di Cioccio, a cui è stato è stato inoltre comminato un verbale da 3.200 euro. Verbale che, oltre alla presenza dei due lavoratori irregolari, tiene conto anche delle violazioni in materia di tutela della salute e della sicurezza del lavoro.
Nel corso dell'attività di controllo, i carabinieri hanno provveduto ad esaminare anche gli altri locali della struttura, tra cui la cucina e il luogo in cui vengono smistate le pizze. Da valutare se anche da questi accertamenti possano emergere ulteriori irregolarità. Nel frattempo il titolare, insieme al gestore Luca Ciuffetelli, dice: «È vero, dai controlli è emersa la presenza di lavoratori non in regola, la cui posizione verrà sanata al più presto», assicurano. «Già questa mattina provvederemo a sistemare la questione che riguarda il documento di valutazione dei rischi, in modo da poter ottenere la revoca della sospensione quanto prima».
Ma sulle ulteriori verifiche tagliano corto: «Abbiamo ricevuto un unico verbale. Non ci risulta che siano emersi altri problemi. Noi, tra le altre cose, non facciamo pizze. Al massimo le compriamo per poi metterle a disposizione della clientela».
A questo punto resta da capire se e quando l'attività potrà riaprire: i titolari contano di potercela fare già in questi giorni, per essere pronti per il Ferragosto, ma tutto dipende dal pagamento della sanzione. Tra le altre cose, lo stesso stabilimento era stato destinatario di un altro provvedimento lo scorso mese di settembre, quella volta di chiusura, per una festa non autorizzata che aveva portato circa un centinaio di ragazzi a ballare e bere cocktail fino a sera inoltrata, in violazione delle disposizioni anti-coronavirus che in quel frangente vietavano categoricamente ogni tipo di assembramento.
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