Sos alla Soprintendenza per salvare Palazzo Sirena

Francavilla, comitati, Italia Nostra e Buendia chiedono di vincolare l’edificio «Rivendichiamo il diritto di tutelare l'eredità culturale delle risorse ereditate»
FRANCAVILLA AL MARE. Passa alla Soprintendenza archeologia belle arti e paesaggio dell'Abruzzo la parola sulla parte più antica di Palazzo Sirena, edificio identitario e culturale della città, simbolo della rinascita di Francavilla nel secondo dopoguerra.
Il comitato Risorgi Sirena, che sta affilando le armi contro il progetto promosso dal Comune di demolizione del corpo più vecchio dello storico fabbricato, ha presentato richiesta di vincolo e tutela da parte della Soprintendenza, ai sensi del codice sui beni culturali e del paesaggio, decreto legislativo 42/2004. Sulla base delle norme di protezione del patrimonio culturale e della Convenzione di Faro, sottoscritta dall'Italia nel 2013, il comitato rivendica «il diritto all'eredità culturale, alla conservazione e alla tutela delle risorse ereditate dal passato come espressione dei propri valori di civiltà». L'iniziativa di presentare istanza all'istituzione preposta alla salvaguardia del patrimonio culturale, con l'obiettivo di salvare Palazzo Sirena dalle ruspe del sindaco Antonio Luciani, è stata presentata ieri in una conferenza stampa, con la partecipazione del presidente del comitato Pierfrancesco Fimiani, del consigliere comunale d'opposizione Stefano Di Renzo, di Giancarla Armidi e Piero Ferretti, in rappresentanza rispettivamente di Italia Nostra Chieti e Pescara. Presenti anche esponenti di altre associazioni locali che si battono contro la distruzione dell'edificio, tra cui Buendia.
Per perorare alla Soprintendenza la causa pro Sirena è scesa in campo anche la Fondazione romana Cesar, centro studi architettura razionalista Onlus. La costruzione del palazzo, progettato dell'architetto pescarese Antonino Liberi, ebbe inizio nel 1888. Inaugurato da Gabriele D'Annunzio, il fabbricato fu distrutto durante la seconda guerra mondiale dalle mine dei tedeschi in ritirata. Venne successivamente ricostruito dal Genio Civile con i fondi per i danni di guerra sullo stesso sito e con le stesse funzioni, su progetto dell'ingegner Vittorio Ricci, redattore anche del piano di ricostruzione di Francavilla.
«Per decenni Palazzo Sirena è stato una straordinaria location di grandi eventi, difficile elencarli tutti», osserva Fimiani, «può e deve tornare ad essere il centro della vita culturale di Francavilla». Il consigliere Di Renzo: «Non è vero, come invece sostiene il sindaco Luciani, che l'edificio è pericolante e che serve più di un milione di euro per rimetterlo in sesto. Basterebbe una somma decisamente inferiore, ma non c'è la volontà. E non è nemmeno vero che il sindaco in campagna elettorale ha detto pubblicamente che avrebbe abbattuto la Sirena. Quando afferma di aver avuto il mandato dei cittadini per la demolizione, dice il falso. Francavilla e merita di riavere Palazzo Sirena, cuore pulsante della città, un bene dall'alto valore storico-culturale, non una piazza vuota».
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