Sos dai centri estetici «Spostamenti vietati, clientela dimezzata»
PESCARA. Le nuove restrizioni per frenare il Covid connesse alla classificazione dell'Abruzzo come area arancione, vietano gli spostamenti tra comuni. Ciò significa che, pur se regolarmente aperti,...
PESCARA. Le nuove restrizioni per frenare il Covid connesse alla classificazione dell'Abruzzo come area arancione, vietano gli spostamenti tra comuni. Ciò significa che, pur se regolarmente aperti, parrucchieri, estetisti e tutte le attività commerciali di fatto possono offrire i loro servizi esclusivamente ai residenti del comune stesso, a meno che quell'attività non sia assente nel proprio territorio. Queste limitazioni riducono la consueta clientela delle imprese. A sollevare la questione è Daniela Capodicasa, titolare di un centro estetico di Pescara, sottoponendola all'attenzione del presidente della Regione Marco Marsilio e del sindaco Carlo Masci con una lettera.
«Parlo da imprenditrice nonché titolare di un centro estetico con sede a Pescara e da amica di moltissimi colleghi», scrive nella sua missiva, Capodicasa. «Le nuove restrizioni pongono il divieto di spostamento tra comuni e comunque sono molto aleatorie nella loro interpretazione. Il nostro lavoro non è meramente finalizzato all'apparire, ma al benessere dato dall'identità stessa dei nostri clienti e per far ciò, dobbiamo creare quel filo empatico e costruire un rapporto che si vedrà duraturo nel tempo. Non ci si reca da estetisti, parrucchieri, barbieri, tatuatori o onicotecniche solo per il lavoro di cui si ha bisogno, ma per un rapporto di fiducia». Secondo la titolare del centro estetico, ad alimentare il legame operatore/cliente, costruito nel tempo, anche la percezione di sicurezza, legata al rispetto «di tutti i protocolli, oggi richiesti, ma garantiti da sempre. La nostra categoria oggi aperta al pubblico lavora con almeno il 50 per cento di clienti residenti fuori del comune in cui l'imprenditore svolge la propria professione», conclude Capodicasa che lancia al governatore e al primo cittadino un vero appello a rendere flessibile il punto, pena il collasso di tutto il settore. A segnalare la problematica era stata anche Confartigianato che, sottolineando il carattere fiduciario del servizio garantito dalle imprese artigianali, ritiene necessario modificare questo punto, o estendendo il parametro geografico ai confini provinciali o ancor di più eliminando il vincolo e comprovando lo spostamento attraverso la conferma di prenotazione, elemento che garantisce, per l'associazione, l'impossibilità di assembramenti.
Marcella Pace

