Sos di una madre: «Aiutate i nostri ragazzi autistici»

8 Febbraio 2018

Città Sant’Angelo. Dopo i tagli della Regione, 7 ospiti assistiti dalla Casa del Sole  non hanno più fondi per proseguire il progetto Radar cominciato nel 2015

CITTÀ SANT’ANGELO. Un progetto a favore di sette ragazzi autistici che rischia di sfumare nel nulla dopo tanto impegno di famiglie e istituzioni. Si riassume così l’appello rivolto da una mamma, Maria Di Nizio, che racconta le vicende della Casa del Sole di Città Sant’Angelo, una struttura residenziale per disabili.
«Questo centro» scrive la Di Nizio «accoglie anche 7 ragazzi autistici ed è ritenuta un fiore all'occhiello, perché in Abruzzo non esistono altri servizi come quello garantito alla Casa del Sole. I nostri ragazzi» prosegue la madre di uno dei sette ospiti, « hanno cominciato un percorso grazie al progetto sperimentale Radar, della durata di un anno». Un progetto avviato con fondi nazionali, nel maggio 2015, con l’obiettivo di generare esperienze per elaborare linee guida nella realizzazione e gestione di residenze che aiutino i ragazzi disabili adulti ad acquisire autonomie e consapevolezze utili per quando dovranno affrontare la loro vita fuori dalla protezione della famiglia. «Noi genitori» riprende la Di Nizio, «sostenuti dal presidente dell’ Asp di Pescara, Dario Recubini, e dalla dottoressa Ruggieri, che presiede la cooperativa New Laser che gestisce il servizio, ci siamo lanciati in uno sforzo comune per dare continuità a questa esperienza, forti dei risultati raggiunti, e confortati da numerosi attestati di stima e fiducia dei rappresentanti delle istituzioni politiche locali e regionali, soprattutto perché sapevamo che, in brevissimo tempo, sarebbe andata al Senato per l’ultima approvazione la proposta di legge sul “Dopo di Noi”». I genitori hanno quindi messo mano al portafoglio e, grazie a una soluzione concordata con la Regione – che ha previsto un contributo di 60mila euro, con altri fondi stanziati dai Comuni di residenza dei sette ragazzi ospiti della struttura, più 500 euro mensili pagati con l’assegno di accompagnamento che ogni utente riceve – sono andati avanti fino al dicembre 2016. Dal gennaio 2017, anche se scoperto finanziariamente, ilprogetto Radar è proseguito con i fondi stanziati dal governo per le annualità 2017-2019.
«Pensavamo che oramai fosse fatta», riprende la Di Nizio,«ma tutte le nostre speranze sono andate perse quando abbiamo scoperto che la Regione, con la delibera 614 del 25 ottobre 2017, non ha più tenuto conto di noi. Pare che adesso l’assegnazione dei fondi dovrà passare attraverso ambiti distrettuali sociali che, tramite un bando, assegneranno a ogni singola persona una somma. I nostri ragazzi sono disperati al sol pensiero di ritrovarsi di nuovo senza uno scopo e con il timore di ripiombare in strutture psichiatriche imbottiti di medicine. Come andremo avanti adesso?». (a.s.)
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