Sospeso il vigile, spunta un’altra indagine

24 Luglio 2016

Un altro esposto accusava Solari di assenteismo. E al comando adesso è caccia a chi l’ha coperto

PESCARA. Il maresciallo agli arresti domiciliari per truffa pluriaggravata è ufficialmente sospeso dal servizio, e questo per la difesa è un buon assist per chiedere la revoca della misura cautelare ai domiciliari, venendo meno il rischio di reiterazione del reato. Per il vigile urbano Pasquale Solari, che durante l’interrogatorio di garanzia di venerdì davanti al gip Luca De Ninis si è difeso dicendo di girare senza divisa e di non timbrare al comando perché impegnato in un’attività di copertura (a caccia di prostitute e spacciatori) di cui tutti al Comando erano a conoscenza, si inizia però a profilare il reale rischio del licenziamento. Ma non sulla scorta del decreto Madia con cui dal 15 giugno i furbetti del cartellino vengono puniti anche con il licenziamento, perché il decreto non è retroattivo e i fatti contestati a Solari risalgono a gennaio-febbraio di quest’anno; ma secondo il regolamento di disciplina del personale del Comune. E infatti, parallelamente alla sospensione, Solari sarà convocato dall’ufficio procedimenti disciplinari composto dal direttore generale Pierluigi Caputi, dal vice Guido Dezio e dal comandante della polizia municipale Carlo Maggitti davanti ai quali avrà venti giorni di tempo per presentare le proprie controdeduzioni prima del responso.

Ma come è apparso evidente sin dal primo giorno in cui è stata scoperchiata la vicenda del vigile che andava a pesca durante l’orario di servizio, le indagini si allargano anche ai suoi superiori, a chi doveva controllare e non l’ha fatto. Oppure peggio, a chi sapeva e l’ha coperto.

Su questo adesso sono concentrati non solo i finanzieri, ma anche le indagini interne avviate dal comandante Maggitti d’accordo con l’amministrazione comunale e l’ufficio disciplinare, sulla base delle accuse contestate a Solari nell’ordinanza di arresto e degli atti pregressi. Perché sulla vicenda, non c’è solo l’ultima ordinanza che ha disposto l’arresto del vigile urbano in servizio a Pescara dal 1981, ma ci sono anche una serie di esposti anonimi che evidentemente, fino a quando non sono arrivate sul tavolo dei finanzieri, qualcuno ha continuato a prendere sottogamba. Un esposto sarebbe arrivato ai carabinieri già quattro anni fa, quando Solari fu poi sospeso per sei giorni da Maggitti per irregolarità nelle timbrature e perché non rispettava gli ordini di servizio secondo cui tutti dovevano timbrare all’interno del comando, in entrata e in uscita. Ma quei sei giorni evidentemente non bastarono se poi, l’11 febbraio di quest’anno, ancora Maggitti lo diffida ad attenersi agli ordini di servizio timbrando al comando e seguendo le modalità operative disposte per il Corpo visto che almeno in una decina di occasioni in un mese non aveva timbrato (in entrata o in uscita).

Niente da fare, un mese dopo ai primi di marzo un altro esposto anonimo, questa volta ai sindacati, segnala che alcuni vigili urbani dopo aver timbrato si allontanano dal posto di lavoro. I sindacati girano la segnalazione a sindaco, direttore generale, assessore al personale e comandante della municipale. Due mesi dopo il direttore generale invita ad approfondire. Senza sapere che già lo stanno facendo i finanzieri.(s.d.l.)

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