Sospiri accusa: è una buffonata Ma Pettinari difende D’Alfonso

20 Febbraio 2023

Il parlamentare dem ha denunciato il finanziamento di liste elettorali da parte del Consiglio regionale Il presidente si infuria, mentre Testa la definisce una intimidazione: pensi ai debiti che ha lasciato lui

PESCARA. «Una buffonata», tuona il presidente del Consiglio regionale, Lorenzo Sospiri, rispondendo alle accuse lanciate 48 ore fa dal deputo del Pd, Luciano D’Alfonso. «Una intimidazione», afferma Guerino Testa, parlamentare di Fratelli d’Italia ed ex capogruppo regionale del partito di Meloni. Ma dal pentastellato Domenico Pettinari, vice presidente del Consiglio, arriva un assist all’ex governatore dem che, sabato scorso, da Sulmona, ha paragonato allo scandalo dei Pop, datato 1992, la distribuzione a pioggia di fondi regionali, per 13 milioni di euro a oltre 1.200 beneficiari, votata la notte del 30 dicembre scorso, con il Bilancio di previsione 2023-2025, in Consiglio regionale.
D’Alfonso ha puntato l’indice inquisitore, in particolare, contro due erogazioni «in favore di liste elettorali del Pescarese», annunciando che venerdì presenterà in procura e alla Corte dei Conti un esposto se «l’artigiano» che le ha perorate, così ha definito un consigliere regionale della Lega di cui non ha fatto il nome, non avrà «un ravvedimento operoso». Ma quel consigliere, sentito dal Centro, non ha alcuna intenzione di fare dietrofront. Il finanziamento – ha detto – è uno, destinato a un’associazione culturale regolarmente iscritta e, soprattutto, nata prima della lista elettorale che ha lo stesso nome.
Fin qui l’antefatto che spinge Pettinari a fare il tifo per D’Alfonso perché, dice il 5 Stelle, «se è vero quello che dice, l’intero Bilancio della Regione (di 6 miliardi di euro, ndr) rischia di essere annullato». Ma per il forzista Sospiri l’uscita del deputato del Pd, che getta ombre sull’operato del Consiglio regionale da lui presieduto, è insopportabile.
«Abbiamo già risposto a D’Alfonso. I controlli dell’Ufficio di Ragioneria sono molto serrati. Le associazioni debbono rendicontare tutto. Infatti», afferma l’esponente di Forza Italia, «tante di queste non riescono ad ottenere fondi. Ma l’associazione a cui si riferisce D’Alfonso è in regola», taglia corto Sospiri.
«Se l'onorevole del Partito democratico ha notizie certe di reato faccia nomi e cognomi e vada in procura, diversamente la smetta di inscenare strumentali teatrini mediatici che, oltre a fallire nelle intenzioni intimidatorie, mortificano il ruolo delle Istituzioni, a partire da quella che rappresenta», va giù duro Testa. «Da chi ha azzardato delibazioni senza copertura finanziaria», afferma, «ci si aspetterebbe oggi un modus operandi più accorto, anche perché ben conosce quali siano le procedure relative all'erogazione dei contributi assegnati che prevedono, da parte degli uffici regionali competenti, accurati controlli. D'Alfonso non faccia il professore a chi ora sta governando la Regione che», conclude il deputato di Fdi, «ha impiegato più di tre anni per far tornare i conti in regola». Ma Pettinari prende la palla al balzo e si inserisce del botta e risposta per dire che: «È mio dovere, nell’esercizio delle mie prerogative e funzioni di sindacato ispettivo, chiedere immediatamente conto alla Regione Abruzzo di tale situazione che, se fosse confermata, rappresenterebbe un atto molto grave. Chiedo altresì al governo regionale», prosegue, «di riferire in aula nella prossima seduta del Consiglio regionale. Se ci si trovasse davanti ad una irregolarità conclamata potrebbe essere impugnata la legge stessa di bilancio di Regione Abruzzo con tutte le conseguenze del caso . Vale a dire che i tanti enti e Comuni meritevoli dei contributi regionali rimarrebbero senza fondi. Anch’io», conclude Pettinari, «mi rivolgerò alla procura e alla Corte dei Conti».