Sospiri e Di Primio, multe e tasse sui rifiuti

23 Aprile 2015

Il consigliere regionale ha da poco rateizzato, il sindaco di Chieti ha ancora lo stipendio pignorato

PESCARA. Il caso Soget, la società che si occupa di riscuotere i tributi per conto di vari comuni, è finito sulla scrivania del pm Gennaro Varone e al momento conta solo un indagato accusato di truffa, il direttore della sede pescarese Gaetano Monaco.

Le indagini, però, stanno portando a fare luce su cinque nomi e la procura sta cercando di capire se sono stati agevolati oppure no, se quella della Soget è una gestione “orientata” oppure trasparente. Il primo nome al vaglio degli investigatori è stato quello del consigliere regionale di Forza Italia Lorenzo Sospiri per la vicenda delle multe per circa 11 mila euro. Sospiri, qualche settimana fa, ha esibito la documentazione che attesta di aver pagato quelle multe che gli erano state comminate parecchi anni fa ma la procura sta cercando di capire perché, tra la carte acquisite, c’è una precedente revoca al pignoramento. E’ sospetta oppure no? Nello stesso filone è spuntato anche il nome del sindaco di Chieti Umberto Di Primio di Ncd, il politico di centrodestra non indagato come gli altri a cui sarebbe stato eseguito un pignoramento di 14.183 euro per tasse sui rifiuti e imposte sugli immobili non pagati e, successivamente quel pignoramento sarebbe stato revocato dalla Soget.

Anche in questo caso la domanda è la stessa, è tutto in regola? Di Primio non aveva negato quel pignoramento ma anzi aveva spiegato che si riferiva a «cartelle che riguardavano un immobile a Ripa Teatina, tasse sui rifiuti e qualche multa». «Ma non c’è stata nessuna revoca del pignoramento», aveva detto dicendo di avere ancora «un quinto dello stipendio pignorato», aveva specificato. Accanto ai due politici, poi, erano spuntati anche una mancata riscossione a beneficio dell’avvocato Giuliano Grossi – non indagato – ex collaboratore dell’ex sindaco di Pescara Luigi Albore Mascia, aveva scritto il pm nella sua richiesta al tribunale del Riesame, e «pretestuose dichiarazioni di inesigibilità a beneficio dell’avvocato Giancarlo Carlone» –non indagato – «risultato debitore di 9.344 euro con conseguente illecito discarico verso il Comune». Le indagini della procura di Pescara proseguono. (p.au.)

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