Sospiri: nel partito è necessario un chiarimento

10 Gennaio 2015

Il capogruppo regionale di Forza Italia dà ragione a Pagano ma auspica una verifica politica sui consiglieri “dissidenti”

MONTESILVANO. Prove tecniche di riappacificazione a Montesilvano dove ieri il capogruppo regionale di Forza Italia, Lorenzo Sospiri, seduto al fianco della dissidente e capogruppo comunale, Deborah Comardi, ha auspicato un chiarimento tra i vari attori politici della maggioranza del sindaco Maragno. Non prima, però, di aver ammesso di condividere il pugno di ferro del presidente regionale Nazario Pagano che ha chiesto l’espulsione dei consiglieri Anthony Aliano e Manola Musa.

Ma tra i «dissidenti» ci sono la stessa Comardi, con Stefano Di Blasio e Claudio Daventura che, oltre a non essere coinvolti nelle riunioni di maggioranza, hanno più volte fatto mancare il proprio sostegno al sindaco. L’atteggiamento da «volemose bene», avuto ieri durante una conferenza, dunque, ha reso inevitabile un commento da parte di Sospiri che ha evidenziato come «se è dissidente Comardi vuol dire che è dissidente tutto il gruppo perché non è stata sfiduciata. È evidente però che non possiamo nasconderci dietro una foglia di fico», prosegue. «Ci sono dei problemi e saranno presi dei provvedimenti disciplinari. Credo anche che il risultato di Forza Italia alle elezioni vada riconsiderato così come, dal punto di vista politico, ritengo l’azione del presidente Pagano assolutamente fondata». A detta di Sospiri, è necessario «un chiarimento strutturale perché, come ho detto anche al sindaco», spiega, «non ritengo che ci siano stati dei ricatti o questioni irrisolvibili». La capogruppo ha annunciato, quindi, un'imminente riunione di partito.

Immediati i commenti dei due diretti interessati. «Montesilvano e il povero Cordoma», commenta Aliano, «hanno già patito abbastanza la sua "proficua" presenza nel palazzo comunale. Gli unici a cui devo rendere conto sono i cittadini». Ancora più caustica Manola Musa. «Sono terrorizzata dal paventato provvedimento disciplinare», dichiara, «motivo per cui continuerò a esprimere liberamente la mia opinione. Comprendo la sua sottomissione al coordinatore Pagano», chiude la Musa, «ma per fortuna non siamo tutti uguali».

A puntare il dito contro Pagano è anche il vice coordinatore provinciale, Aurelio Cilli, secondo il quale è stato proprio il presidente regionale a compiere una serie di errori nei confronti di Aliano. «Ha permesso a un ex assessore del centrosinistra di candidarsi con Forza Italia e di farlo con la compagna Manola, penalizzando gli altri candidati», dice. «E, dopo il danno, anche la beffa di candidarlo alla Provincia, nonostante il suo voto contrario in Consiglio, per poi assistere infine al ritiro della sua candidatura. Se Forza Italia a Montesilvano ha un evidente problema», prosegue «forse è a causa sua».

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