Sospiri: «Sogno realizzato» Ma l’applauso non parte

1 Marzo 2023

La gioia del presidente del consiglio: «Ecco un grande centro sull’Adriatico» Poi il gesto di fair-play: «I fondi ottenuti grazie a D’Alfonso, Pagano e Bagnai»

PESCARA. «E potete farlo l’applauso: non si offende nessuno». Lorenzo Sospiri, presidente del consiglio regionale di Forza Italia, incita la sua maggioranza ma ormai l’attimo fuggente è passato e nessuno raccoglie l’invito a battere le mani: la legge sulla città da quasi 200mila abitanti con l’unione tra Pescara, Montesilvano e Spoltore, a partire dal 2027, nasce senza l’applauso dell’aula. Porterà bene o porterà male? In aula nessuno azzarda previsioni. Perché, per dirla con le parole di Gabriele d’Annunzio al tempo del volo su Vienna – un poeta che Sospiri ama talmente tanto da dedicargli il Festival della Rivoluzione alla fine dell’estate pescarese –, l’importante è che «il destino si volge. Si volge verso di noi con una certezza di ferro».
Sospiri parla di «sogno realizzato» con la nascita di «un grande centro competitivo che si affaccia sul mare Adriatico». E con un nome che, finora, mette tutti d’accordo, poi chissà: «La nuova città si chiamerà Pescara».
Nel municipio di Pescara, che ospita la seduta del consiglio regionale, è un giorno sotto il segno del fair-play: «Abbiamo raggiunto il risultato», dice Sospiri, «grazie alla buona volontà di tre sindaci». Due sono di centrodestra – Carlo Masci di Pescara e Ottavio De Martinis di Montesilvano, Forza Italia e Lega – e una del Pd, Chiara Trulli di Spoltore. E il presidente cita ancora avversari e alleati, per cavalleria prima l’uno e poi gli altri: «Disponiamo dei finanziamenti necessari grazie alle attività pregresse dei nostri parlamentari come gli onorevoli D’Alfonso e Pagano e il senatore Bagnai», dice Sospiri. Che torna a battere sull’importanza del «sogno»: mesi di muro contro muro e trattative fino al voto di ieri. Uno come d’Annunzio – proprio oggi che ricorre l’85° anniversario dalla morte – direbbe: «Ama il tuo sogno se pur ti tormenta». «Finalmente tutti hanno compreso che si va verso la realizzazione del sogno», sottolinea il presidente, «e che era preferibile viverlo da protagonisti piuttosto che subire il commissariamento della Regione». D’Annunzio spiegherebbe il concetto ancora meglio: «Memento audere semper», cioè ricordati di osare sempre.
Il centrodestra, con l’aiutino di Sara Marcozzi (ex M5S), sa di avere la vittoria in cassaforte ancora prima del voto per alzata di mano: in segno di intesa, Sospiri batte il pugno a Mauro Febbo, consigliere forzista; durante una pausa Febbo ride con l’assessore Daniele D’Amario; il consigliere della Lega Vincenzo D’Incecco ringrazia gli uffici «per il grande supporto».
In aula c’è chi entra e chi esce: si vede anche Claudio D’Amario, direttore del dipartimento Sanità della Regione; poi i presidenti dei consigli comunali di Pescara e Montesilvano, Marcello Antonelli ed Ernesto De Vincentiis, entrambi della Lega; il vice sindaco di Pescara Gianni Santilli (Lega), gli assessori Nicoletta Di Nisio (Udc) e Adelchi Sulpizio (Lega), un viavai di consiglieri comunali, il coordinatore provinciale FdI Stefano Cardelli.
L’opposizione, dopo aver collaborato alla stesura della legge regionale, annuncia il voto contrario: «Questa legge è scritta male, ma non dagli uffici», avverte il consigliere Pd Antonio Blasioli, «è scritta male dalla politica». Francesco Taglieri del M5S ascolta l’intervento accanto alla scultura di Vicentino Michetti. Per i grillini, è Domenico Pettinari a parlare: «Questa legge», afferma, «è una delle più grandi ipocrisie politiche che ci sia». E poi offre una domanda al pubblico: «A chi fa comodo tutto questo? Si vuole dare a qualcuno la possibilità di candidarsi a grande sindaco». Pettinari ricorda poi Riccardo Mercante, il consigliere regionale del M5S morto il 16 settembre del 2020 per un incidente in moto: «È stato il primo firmatario della legge sulla fusione nel 2018. Questa legge odierna, invece, getta fumo negli occhi dei cittadini».
Americo Di Benedetto chiede fondi anche per le aree interne: «Dalla vetta del Gran Sasso si vede il mare e allora vorrei che non si divida politicamente ciò che la natura non ha diviso». E Sospiri applaude.