Sosta a pagamento per il mare È un affare da 400mila euro

Ecco quanto ha incassato il Comune in tre mesi grazie alle strisce blu sulla riviera
PESCARA. Ammontano a circa 400mila euro gli incassi ottenuti dal Comune di Pescara con l’istituzione dei parcheggi estivi. Quest’anno, oltre alle consuete aree di sosta a pagamento attivate anche nelle precedenti stagioni nell’ex Enaip sul lungomare nord e all’altezza di via Pepe (zona Meridiana) e di via Barbella sul lungomare Colombo, la grande novità è stata l’istituzione delle strisce blu su tutta la riviera, dalla Nave di Cascella fino alle Naiadi e a sud, tra via Vespucci e via Figlia di Iorio. Sono proprio questi 1.400 stalli circa, operativi dal 1° giugno e che resteranno in vigore fino a giovedì 15, ad aver portato nelle casse di Palazzo di Città circa 400mila euro, secondo i dati snocciolati da Benedetto Gasbarro, presidente della società Pescara Multiservice, che gestisce la sosta stradale. Alla somma si dovranno aggiungere anche gli introiti delle multe emesse per tutta l’estate, dalla polizia municipale e dalla squadra di ausiliari della sosta, dipendenti di Pescara Parcheggi.
«Dopo un iniziale scetticismo rispetto alle novità introdotte con i parcheggi a pagamento sul lungomare», spiega Gasbarro, «con il passare delle settimane quel malumore è andato scemando. Abbiamo riscontrato che sia gli operatori commerciali, sia gli utenti hanno cominciato ad apprezzare la novità. La gente ha avuto possibilità di trovare posto, cosa che era praticamente impossibile in certi orari nelle estati passate e questo ha agevolato soprattutto le famiglie con bambini piccoli». Il cantiere in corso per la filovia ha ridotto l’estensione dell’utilizzo di strada Parco, che nel periodo clou dell’estate (nei weekend di luglio e agosto, più tutti i giorni dall’8 al 21 agosto) è stata convertita a parcheggio. Quest’anno anziché sfruttare tutto il tracciato da viale Muzii alle Naiadi, la zona in cui è stata consentita la sosta, a 2 euro al giorno, con un totale di 450 posti auto, era compresa tra via Cadorna e via Ruggero Settimo, dove sono stati staccati complessivamente circa 7mila biglietti.
«I parcheggi estivi hanno dato un’ottima risposta», analizza Gasbarro, «anche in virtù della possibilità di frazionare la sosta. L’anno scorso in aree come l’ex Enaip esisteva solo la tariffa secca giornaliera, quest’anno c’è stata anche la possibilità di sosta oraria. Questa opzione ha prodotto un maggior flusso di auto, con le persone incentivate a sfruttare il parcheggio anche in orari pomeridiani».
Il Comune in totale oggi può contare su circa 4.700 strisce blu in tutta la città. Ad aprile scorso, per far fronte ai problemi economici dell’ente, l’amministrazione ha incrementato le aree a pagamento, per un totale di circa 700 posti auto, disseminati in diversi quartieri. Aree ad alta concentrazione residenziale e di uffici, sfruttate con la sosta oraria, giornaliera o ad abbonamento, che in cinque mesi hanno prodotto 124mila euro di introiti. Una cifra destinata ad aumentare considerato che «molte sono zone che servono anche gli istituti scolastici e che quindi in estate soffrono della chiusura», rileva il presidente. «Con la delibera di aprile, un’altra scelta che ha portato i suoi frutti (per le casse comunali, ndc) riguarda il pagamento dell’area di risulta il venerdì sera, il sabato sera e la domenica. È chiaro che in estate con la vita notturna che si sposta sula riviera c’è stata una flessione, ma già dal fine settimana scorso stiamo registrando nuovi aumenti. Stesso discorso vale per la domenica. In estate la zona automatizzata dell’area di risulta è meno utilizzata, ma domenica scorsa siamo tornati ai livelli di maggio, con circa duemila ingressi registrati». Salgono a 90 gli abbonamenti annuali da 360 euro che permettono il parcheggio in tutte le strisce blu della città, tranne che in piazza Primo Maggio. «Questa rivoluzione complessiva della sosta, si è accompagnata nei mesi scorsi», aggiunge Gasbarro, «con l’espletamento del concorso per l’assunzione di 27 ausiliari della sosta. Una procedura che ci ha permesso di stabilizzare un precariato, che in alcuni casi durava da anni».

