Sostegni 2, altro stop a Imu e Tosap

Le principali novità nella bozza del governo Draghi: contributi a fondo perduto
PESCARA. Nuovi contributi a fondo perduto per più di 14 miliardi; stop a Imu e Tosap; altri 5 mesi di credito d’imposta sugli affitti commerciali e due mesi in più di Reddito di emergenza; proroga fino alla fine dell’anno delle moratorie sui prestiti e dello smart working fino al 30 settembre; rinvio della plastic tax a gennaio 2022; niente tasse sull’acquisto della prima casa per i giovani under 36; zero ticket per due anni sui controlli medici richiesti a chi è stato ricoverato per covid. Sono alcune delle misure della bozza del decreto Sostegni bis che il consiglio dei ministri dovrebbe approvare questa settimana per distribuire 38 dei 40 miliardi di maggior deficit per il 2021 già autorizzato dal Parlamento. In tutto, tra contributi a fondo perduto e altri sostegni alle imprese andranno tra i 20 e i 22 miliardi.
Alcune misure della bozza si trovano, sotto forma di emendamenti (in discussione), nel primo decreto legge Sostegni, all’esame del Senato. È il caso della proroga a fine anno della sospensione delle tasse sull’occupazione di suolo pubblico (Tosap e Cosap) e della cancellazione della prima rata Imu per le strutture ricettive che abbiano subito perdite. E dovrebbe passare anche il rinvio dal 30 aprile al 30 settembre del termine per il pagamento dell’Irap non versata per l’errata applicazione dell’esonero previsto dal dl Rilancio.
Per quanto riguarda i ristori, sono previsti nuovi contributi a fondo perduto per le partite Iva con ricavi non superiori a 10 milioni nel 2019 e perdite di fatturato di almeno il 30%. I criteri generali per accedere agli indennizzi sono gli stessi del primo decreto Sostegni. Ma il dl Sostegni bis prevede due forme di ristoro, a scelta del contribuente. La prima è il confronto tra il fatturato medio mensile del 2019 e quello del 2020, come già previsto dal primo dl. In questo caso il contributo sarà uguale a quello già ottenuto o in via di erogazione e arriverà automaticamente, senza bisogno di presentare una nuova domanda all’Agenzia delle Entrate. La seconda forma, invece, prevede che il ristoro sia calcolato mettendo a confronto il periodo 1° aprile 2020-31 marzo 2021 rispetto allo stesso periodo 2019-2020. In questo modo potranno accedere ai contributi anche quelle attività a più forte stagionalità escluse dal primo decreto.
Nella bozza del Sostegni bis è prevista la cancellazione della prima rata dell’Imu per il 2021. Ne beneficeranno le stesse partite Iva che hanno diritto al contributo a fondo perduto in quanto con ricavi non superiori a 10 milioni e un calo di fatturato di almeno il 30% nel 2020 sul 2019 e relativamente agli immobili in cui il soggetto «esercita la propria attività». Per le attività di ristorazione e gli altri esercizi pubblici sarà inoltre prorogata dal 30 giugno al 31 dicembre 2021 l’esenzione delle tasse di occupazione del suolo pubblico mentre 600 milioni sono stanziati per i Comuni affinché possano deliberare una riduzione della Tari, la tassa sui rifiuti, per il 2021 a carico delle attività economiche più colpite dalle restrizioni.

