Sostegno, ecco gli aiuti per aziende e partite Iva

Nuove misure in arrivo per le attività in crisi. Primi pagamenti dopo Pasqua
Trentadue miliardi. A tanto ammonta il pacchetto di fondi e misure stanziati dal governo nel decreto Sostegno (approvato ieri dal Consiglio dei ministri), per far ripartire l’economia. Di questi, circa 11 miliardi vengono destinati alle imprese e ai professionisti danneggiati dalle chiusure disposte per tamponare l’emergenza. Quasi 5 miliardi figurano, invece, nella voce relativa al piano vaccini.
Il testo del nuovo decreto prevede una suddivisione delle misure sulla base delle diverse aree di intervento: sostegno alle imprese e all’economia, disposizioni in materia di lavoro, misure in materia di salute e sicurezza, aiuti agli enti territoriali e altre disposizioni urgenti, che spaziano dal trasporto pubblico locale alle attività didattiche. Sono 44 gli articoli presenti nel testo definitivo. I primi pagamenti tra l’8 e il 10 aprile.
AIUTI ALLE IMPRESE
Non più ristori, ma sostegni. Circa 11 miliardi a fondo perduto sono stati stanziati per le aziende fino a 10 milioni di fatturato (il tetto massimo precedentemente era fermo a 5 milioni), che hanno subìto perdite per oltre il 30% dei ricavi, nel 2020. L’indennizzo, che arriva ad un massimo di 150 mila euro, verrà parametrato sulla media della perdita mensile registrata nel confronto tra 2020 e 2019, moltiplicata per due. La ripartizione sarà effettuata in base a 5 fasce, non più le tre ipotizzate in un primo momento, che decrescono con l’aumentare del fatturato: un indennizzo del 60% per le imprese con fatturato fino a 100 mila euro, del 50% per quelle tra 100 mila e 400 mila euro, del 40% tra 400 mila e 1 milione, del 30% tra 1 e 5 milioni e, infine, del 20% per quelle con fatturato tra i 5 e i 10 milioni di euro.
L’Agenzia delle entrate ha calcolato che il ristoro medio per le imprese della prima fascia sarà di 2.000 euro, per quelle della seconda di 5.000 euro. In media, 3 milioni di partite Iva e professionisti otterranno dai 3.400 ai 3.700 euro.
La novità assoluta riguarda il criterio con cui questi aiuti sono stanziati: non più sulla base dei codici Ateco, che identificano la tipologia di attività, ma sulla base della reale perdita di fatturato. L’avvio dei pagamenti è previsto tra l’8 e il 10 aprile.
PARTITE IVA E AUTONOMI
La prima parte del decreto Sostegno introduce gli aiuti alle imprese, attraverso ristori alle partite Iva, che potranno chiedere i contributi a fondo perduto in base alla differenza di fatturato effettivo tra il 2020 e l’anno precedente.
I lavoratori autonomi iscritti agli Ordini professionali entrano, per la prima volta, nel sistema generale di aiuti: un platea di circa 800 mila professionisti, iscritti alle gestioni separate delle diverse casse previdenziali. Il bonus partite Iva, un indennizzo una tantum fino a 3 mensilità per 3.000 euro complessivi, dovrebbe arrivare entro aprile. Prevista, infine, un’indennità una tantum per i lavoratori stagionali e dello spettacolo, senza partita Iva, di 2.400 euro.
BLOCCO LICENZIAMENTI
Viene prorogato fino al 30 giugno per poi passare ad un regime selettivo. Per i lavoratori in cassa integrazione ordinaria lo sblocco dovrebbe arrivare a ottobre, mentre per chi non ha strumenti ordinari potrebbe esserci un prolungamento di un anno della cassa Covid, con il conseguente blocco dei licenziamenti.
REDDITO DI CITTADINANZA
Il finanziamento aumenta di 1 miliardo, parallelamente all’aumento della platea. Il reddito di emergenza verrà allargato inserendo anche un parziale ristoro per l’affitto.
CASSA INTEGRAZIONE
Il decreto proroga la cassa integrazione, già utilizzata nel 2020, anche per il 2021. Nella causale per la richiesta si potrà indicare ancora fino alla fine dell’anno la dicitura “Covid-19”. La misura vale 3,3 miliardi di euro. La Naspi, la vecchia disoccupazione, sarà prorogata di due mesi, tenendo conto della disponibilità delle due mensilità dell’indennità richiesta per il 2020 e per i primi mesi del 2021.
LAVORATORI FRAGILI
Il decreto porta novità sulle agevolazioni fiscali per l’assunzione di lavoratori fragili. Lo stanziamento per ciascun ambito sarà di 100 milioni.
Sono inclusi i nuovi bonus per l’assunzione delle donne, una delle fasce maggiormente colpite dalla perdita di lavoro causata dalla crisi.
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