«Sostituire i tubi vecchi costa 100 milioni»

5 Febbraio 2023

La presidente dell’Aca Brandelli: rete idrica obsoleta, ma ora sono in arrivo i finanziamenti dello Stato 

PESCARA. «Sostituire le reti idriche vecchie? Servirebbero almeno 100 milioni di euro». La presidente dell’Aca Giovanna Brandelli risponde così a chi le chiede una ricetta per evitare che accada di nuovo ciò che è successo venerdì scorso, quando una condotta a San Giovanni Teatino si è spaccata lasciando senz’acqua oltre 120mila famiglie. Tuttavia, in futuro la situazione è destinata a migliorare almeno in parte.
Presidente, che cosa si può fare per evitare rotture improvvise nella rete idrica?
«Noi abbiamo presentato un progetto al ministero, tramite Ersi, per il Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr) riguardante le reti idriche, finanziabile per 15 milioni di euro. Per questo, è stato messo in moto un assetto organizzativo per realizzare questo progetto che prevede la digitalizzazione delle reti, cioè avere sotto controllo le reti idriche. In modo tale che quando ci sono delle rotture possiamo individuare subito dove intervenire. Prima che uscissero i bandi del Pnrr, noi avevamo elaborato una progettazione completa partendo dall’idea di un rifacimento delle reti che però non è stato finanziato dal Pnrr, ma potrebbe trovare altre linee di finanziamento. Questa progettazione prevede una spesa di oltre 100 milioni. Partendo tuttavia dalla digitalizzazione, sarà il software a dirci quale parti sostituire».
Si potrà intervenire solo sul territorio di Pescara?
«Il Pnrr finanzia sette Comuni che sono Chieti, Francavilla, Pescara, Montesilvano, Spoltore, Città Sant’Angelo e Silvi. Quindi, non solo il tratto della litoranea. Perciò abbiamo fatto dei progetti, poi acquisiti dai Comuni, sempre nell’ambito della digitalizzazione delle reti idriche. Ora c’è una road map che deve essere seguita per ottenere il finanziamento e da qui al 2026 arriveranno i soldi sulla base dello stato di avanzamento».
Ma si potranno evitare rotture delle condotte come è accaduto ieri (venerdì sera) a San Giovanni Teatino?
«Ieri (venerdì) c’è stata la rottura al punto di saldatura di un’adduttrice. All’inizio era piccola, poi però dopo un primo intervento per sistemare la rottura è saltata tutta la riparazione e il danno è stato più grande di quello registrato inizialmente. Il problema è che il punto dove si è verificata la rottura era stato già oggetto di allagamento. Quindi, gli operai hanno dovuto lavorare nel fango e l’intervento è stato tuttavia provvisorio per cercare di rafforzare la condotta. Inizialmente, si è cercato di lavorare senza interrompere il flusso idrico. La gente non si rende conto che la difficoltà maggiore di questi interventi è quella di lavorare mentre l’acqua continua a scorrere. Nel momento in cui non riesci ad effettuare la riparazione, sei costretto ad interrompere l’erogazione, aspettare la depressurizzazione della condotta per evitare pericoli per chi lavora. Questo significa che sono stati penalizzati soprattutto i territori di San Giovanni Teatino e Torrevecchia e, ovviamente, Pescara».
Con la digitalizzazione delle reti, la situazione migliorerà?
«La digitalizzazione è un sistema di misura che è particolarmente efficace dove le condotte diventano più piccole. Qui, invece, stiamo parlando di adduttrici grandissime e particolarmente resistenti e le perdite sono un evento raro».(a.ben.)