Spaccia droga nel parco, arrestato I residenti: è una terra di nessuno

I militari bloccano il 34enne nigeriano sorpreso durante i controlli con 40 grammi di marijuana E gli abitanti del quartiere insorgono: «Al Florida non si può più entrare, serve una sorveglianza fissa»
PESCARA. Spacciava all’interno del parco Florida. Arrestato dai carabinieri della compagnia di Pescara, un nigeriano di 34 anni, N.G., senza fissa dimora e con precedenti specifici. L’operazione è scattata durante dei controlli in zona. Alla vista dei militari dell’Arma, l'uomo ha immediatamente gettato una bustina nera che aveva con sè ed è scappato. Una fuga durata molto poco perché, dopo un breve inseguimento a piedi, è stato raggiunto e bloccato grazie anche alla collaborazione di un carabiniere della compagnia di Montepulciano il quale, libero dal servizio, in quel momento si trovava a passeggiare lì. Addosso, il nigeriano aveva un grammo di marijuana, mentre nella bustina, di cui aveva cercato di disfarsi, sono stati trovati e sequestrati 40 grammi della stessa sostanza. L’arresto è stato già convalidato dal giudice, il quale ha disposto nei suoi confronti il divieto di dimora a Pescara.
Per i residenti, scene già viste. Anzi, dicono, «scene quotidiane». Si riferiscono allo spaccio di droga, ai bivacchi e al degrado nel parco, situazioni per cui sono pronti anche a organizzare una raccolta di firme.
«La situazione», dicono Stefania e Franco Alberici e David Piperno, «è diventata allucinante. Questa, che è l’unica area verde nel cuore della città, è frequentata ormai quasi esclusivamente da persone che si drogano e spacciano. Extracomunitari, come anche italiani. Arrivano la mattina in bici, in monopattino o a piedi e si mettono a consumare spinelli oppure a vendere droga. E ciò va avanti sino alla sera, sino a quando non vengono chiusi i cancelli. Questo perché», accusano i residenti, «il parco è nel completo degrado. Non c’è nessuna cura. Basti vedere come sono ridotte le aiuole». «Di questo parco», sottolinea Stefania Alberici, «non si occupa più nessuno. Una volta non era così. Anni fa era stato rimesso a nuovo e le famiglie erano tornate a frequentarlo. Pian piano poi tutto è tornato come prima, anzi peggio. Il problema di fondo è che è tenuto male. E di conseguenza è diventato terra di spacciatori. Ormai non ci si può più neanche passare davanti. A questo punto», continua, «occorre una pattuglia fissa. Ci vogliono le telecamere, ci vuole sorverveglianza. Noi residenti non ce la facciamo più».
«La situazione», aggiunge un’altra residente, Raffaella Sideri, «è di degrado totale. Quello che dispiace è che prima della pandemia era stato realizzato per questo parco un bellissimo progetto. Era stato indetto un bando e, da quello che sappiamo, era stato dato in gestione. Sul cancello era stato affisso un cartello in cui veniva illustrato questo progetto, che prevedeva ad esempio un percorso per chi si allena, un chioschetto con un bar. Insomma, c’era una riqualificazione in programma. Poi, più nulla. E adesso il parco è fuori controllo. Noi residenti chiamiamo di continuo le forze dell’ordine e loro arrivano. Ma qui, per come si presenta la situazione, occorre una sorveglianza h 24. Ogni tanto mio figlio», va avanti la cittadina, «mi chiede se può andare in bici nel parco, ma io sono costretta a dirgli di no. E pensare che io lì ci sono cresciuta. Fra l’altro, pur volendo portare i bambini, i giochini, di recente rimessi a nuovo, sono quasi sempre occupati: le altalene in particolare, da ragazzi che si siedono lì a fumare. Anche il giardino intorno andrebbe curato. E pensare che in quell’area verde, l'unica in pieno centro, si potrebbe fare tanto. Come prima cosa, va dato in gestione».

