Spaccia la cocaina rosa: arrestato Ora caccia ai clienti su Telegram

21 Aprile 2021

Lorenzo Di Lorenzo, 43 anni, finisce in carcere dopo aver ceduto la potente droga a un giovane Sequestrati i due telefonini del pusher: gli investigatori puntano a ricostruire la rete illegale di affari

FRANCAVILLA AL MARE. Gestiva dal suo appartamento di Francavilla, in via Vomano, un giro di cocaina rosa, più potente di quella classica e conosciuta anche come «droga dei ricchi», perché venduta a 80 euro al grammo. Una sorta di spaccio in modalità smart-working ai tempi della pandemia. Lorenzo Di Lorenzo, 43 anni, originario di San Giovanni Rotondo, in provincia di Foggia, già sottoposto alla misura dell’affidamento in prova ai servizi sociali, è stato arrestato dai carabinieri: da ieri è rinchiuso nel carcere di Poggioreale, a Napoli. Ora gli investigatori puntano a ricostruire nel dettaglio il maxi affare illecito. Dalle chat di Telegram, contenute nello smartphone dell’indagato (è stato sequestrato anche un vecchio cellulare senza collegamento a internet), potrebbero spuntare i nomi e i cognomi dei clienti e dei fornitori di Di Lorenzo, già più volte finito nei guai per vicende legate al mondo degli stupefacenti.
L’indagine scatta perché i continui movimenti nelle vicinanze dell’abitazione, in una traversa del trafficato viale Alcione, non sfuggono ai carabinieri della stazione di Francavilla che, insieme a quelli del nucleo operativo e radiomobile di Chieti, decidono di monitorare i giovani che escono dal palazzo.
Dopo un intero pomeriggio di osservazione, verso l’imbrunire, un ragazzo viene visto salire e scendere dal condominio, poi torna sull’auto guidata da un amico e si allontana. È in questo momento che i militari del maggiore Massimo Capobianco e della tenente Maria Di Lena entrano in azione: la macchina viene fermata e inizia la perquisizione. I sospetti si dimostrano fondati: dalla tasca del giubbino del giovane visto entrare nella palazzina dove vive Di Lorenzo spuntano poco più di tre grammi di cocaina rosa.
Dopo aver multato i due amici pescaresi per la violazione delle norme anti-Covid (spostamento ingiustificato in zona arancione), i carabinieri decidono di spostarsi nell’appartamento del 43enne, autorizzato ad uscire di casa solo per poche ore al giorno. All’interno della camera da letto, sul davanzale, gli investigatori trovano un bilancino di precisione ancora con le tracce della droga. La cocaina rosa è custodita nella stessa stanza, nei cassetti di un mobiletto: lo stupefacente, per un totale di altri 67 grammi, è ancora in “pietra”, segno inequivocabile di un grado di purezza piuttosto elevato. Fin qui la cronaca del blitz.
In sintesi: non potendo uscire se non al mattino, peraltro per un tempo limitato, l’indagato – in linea con le richieste del mercato – riceveva gli ordini via Telegram e faceva in modo che il ritiro delle dosi avvenisse direttamente a casa sua. Nel gennaio del 2018, per lo stesso motivo, erano stati sempre i carabinieri ad arrestare Di Lorenzo, allora agli arresti domiciliari a Torrevecchia Teatina: vendeva cocaina dalla sua abitazione.
L’intervento dei carabinieri, dunque, ha messo fine a un giro d’affari redditizio (ma illecito). In una pochette da donna, infatti, gli investigatori hanno trovato 290 euro, di cui 210 consegnati poco prima dal ragazzo fermato in strada. Significa che, vendendo l’altro stupefacente trovato in casa, Di Lorenzo avrebbe guadagnato all’incirca cinquemila euro. L’arrestato, su disposizione del sostituto procuratore Marika Ponziani, è finito in cella.
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