«Spacciatori e balordi nel canneto dimenticato» La rabbia dei residenti

A Rancitelli dopo la denuncia del parroco, arriva l’allarme del rione: «È un’area di proprietà privata, sono 30 anni che non viene ripulita»
PESCARA. I residenti lo hanno ribattezzato il canneto della vergogna. Si trova di fronte al sagrato della chiesa degli Angeli Custodi, tra via Lago di Posta e via Verrino, e i cittadini della zona di Rancitelli (tra via Sacco e via Tavo) chiedono al Comune la pulizia dell’area privata «invasa da rifiuti e siringhe e utilizzata come deposito di refurtiva rubata». Così raccontano quelli che abitano nella zona e che preferiscono rimanere nell’anonimato per timore di ritorsioni.
Le foto scattate dai cittadini mostrano una bicicletta scassata appesa a una recinzione, le aperture nel canneto «ormai alto più di venti metri e usato dagli spacciatori per nascondersi e dai drogati per avere un pò di privacy».
L’ennesima segnalazione dei cittadini di Rancitelli arriva dopo la denuncia, nei giorni scorsi, del parroco degli Angeli custodi, don Massimiliano De Luca, che aveva raccontato di grigliate che si consumavano sul sagrato della chiesa e bottiglie per la preparazione dl crack abbandonate sui marciapiedi. Don Max ha chiesto ripetutamente al Comune telecamere di sorveglianza per rendere la zona intorno alla chiesa più sicura. Nell’attesa i cittadini si ribellano: «Dentro il canneto che occupa un’area privata di circa 400 metri quadri», riferiscono, «accade di tutto e soprattutto di sera, col buio, diventa un rifugio per i balordi che dormono, bevono o si drogano, e dove nascondere monopattini e biciclette rubate. Più volte», sottolineano i residenti, «abbiamo chiesto al Comune intercessione sui privati per la bonifica della zona. Ci avevano fatto credere che l’area era intoccabile per via della nidificazione di uccelli di specie mai vista. Ogni tanto arriva la polizia municipale, l'ultima volta qualche giorno fa insieme ai titolari del sito, ma poi non succede mai nulla».
«La situazione è peggiorata dopo l'abbattimento del Ferro di Cavallo», riferiscono i cittadini esasperati, «abbiamo dovuto affrontare soggetti che stavano per accedere fuochi vicino al canneto rischiando di far scoppiare un incendio. E loro si sono spostati con le fornacelle davanti alla chiesa. Sono almeno 30 anni che questa area non viene ripulita, abbiamo inoltrato al Comune tante segnalazioni rimaste senza risposte».

