Spacciatori e balordi nella scuola mai nata

5 Gennaio 2019

Via Migliorino, i residenti lanciano l’allarme sul degrado della zona e dell’opera Parlione: «Rilancio frenato dal contenzioso tra Comune e ditte appaltatrici» 

MONTESILVANO. È uno scheletro di legno che marcisce ogni giorno, la scuola mai nata e già vecchia di via Migliorino Di Pietro, nel quartiere Ranalli. Al calar della sera, in quel luogo spettrale che guarda alle case popolari di via Rimini, si spaccia droga e i clochard preparano giacigli per la notte, anche con temperature proibitive.
Sono gli stessi abitanti di quei casermoni rosa a mettere il dito nella piaga del degrado dell’area verde circondata da una rete di protezione e affogata dalle sterpaglie dopo le segnalazioni pervenute a Sergio Agostinone, presidente dell’associazione Montesilvanesità, che con i residenti lancia l’allarme sul degrado sociale intorno all’edificio in rovina. C’è un contenzioso aperto da tempo tra Comune e le imprese appaltatrici che frenano ogni sviluppo dell’opera, il cui cantiere è fermo dal 2012. La causa sarà discussa in tribunale la prossima primavera.
Doveva diventare una scuola costruita con materiali biocompatibili e altamente innovativa, la struttura voluta dalla giunta dell’ex sindaco Pasquale Cordoma. Invece, dopo circa un decennio dagli inizi dei lavori, resta una cattedrale nel deserto. Una struttura abbandonata, e impigliata nei lacci della burocrazia, su un terreno di proprietà comunale tra via Chiarini e la Vestina. E resterà una incompiuta ancora per un tempo indefinito.
«Almeno fino a quando», spiega l’assessore alla Pubblica istruzione Maria Rosaria Parlione, «non si risolve il contenzioso in essere tra Comune e imprese appaltanti. C’è una causa in discussione in tribunale che blocca da tempo ogni nostra nuova iniziativa su quel terreno e su quella struttura. Il caso sarà discusso in primavera e fino a quel momento, non possiamo intervenire in alcun modo sull’edificio che nel frattempo si ammalora. Siamo in attesa degli esiti giudiziari per poter rientrare in possesso dell’immobile con tutto il terreno di proprietà comunale». L’assessore non entra nei dettagli tecnici del contenzioso ma «di sicuro sono stati fatti errori sia da parte dell’amministrazione sia dalle imprese appaltanti» sostiene.
Quel che appare certo è che l’opera voluta da Cordoma fu bloccata dall’amministrazione successiva, quella del sindaco Attilio Di Mattia, secondo la quale la scuola non era progettata in maniera funzionale e necessitava di modifiche progettuali per l’adeguamento dell’immobile agli standard legislativi.
Stesso destino per la scuola, anch’essa mai nata, di via Inghilterra, quartiere PP1 sul litorale ( previsti 2 milioni di euro ciascuna) di cui esistono «solo le fondamenta, peraltro ricoperte da erbacce» rivela l’assessore che, di contro, annuncia, «per febbraio, la riconsegna dei lavori della scuola primaria di via Adda e della materna di via Almirante, con il recupero di migliaia di euro di affitti».