Spacciatori e ladri nel cementificio I residenti: «Viviamo nel terrore»

29 Gennaio 2024

L’ex opificio in abbandono ostaggio di tossici, sbandati e prostitute. Raccolta firme dei cittadini: «Urla e liti a ogni ora: abbiamo sollecitato carabinieri e polizia, ora serve l’intervento del prefetto»

PESCARA. Scarpe dimenticate tra i rifiuti, elmetti protettivi, giubbotti e vecchie divise da lavoro. Del rame degli impianti e dei cavi elettrici di quello che una volta era il cementificio di via Raiale non c’è quasi più traccia. In compenso, nel piazzale interno dell’opificio in abbandono, è rimasta la carcassa di un furgone senza più la targa con alcuni estintori per terra, termosifoni, mobili e materiali di risulta di ogni tipo. Le scritte che indicano la mensa o la toilette della struttura industriale sono ancora lì, quasi come un monito per disperati, tossici e prostitute che approfittano notte e giorno degli anfratti aperti lungo la strada per introdursi all’interno e passare lì la notte, rubando quel poco che ci è rimasto spesso soltanto per procurarsi i contanti per una dose.
A lanciare l’allarme sicurezza sono i residenti del quartiere che si allarga intorno a via Raiale e coloro che frequentano quotidianamente la zona per lavoro, esasperati dal viavai dei disperati, dalle urla e dalle liti che avvengono all’interno dell’edificio giorno e notte. Molti di loro raccontano di aver visto automobili ferme davanti agli ingressi con persone che caricano su un’Audi station wagon tubi e bobine di rame per poi rivenderle sul mercato illegale della ricettazione. Cristiano Canale, titolare del ristorante La Torretta, dopo l’ultimo tentativo di furto subito la scorsa settimana si è fatto promotore di una raccolta firme che andrà avanti fino alla fine di febbraio: chi vuole può recarsi nel locale per firmare la sottoscrizione che sarà poi portata all’attenzione del prefetto Flavio Ferdani. «Stiamo raccogliendo le adesioni», racconta Canale, «con l’obiettivo di presentare un esposto al prefetto e chiedere l’intervento del comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica. Fino a poco tempo fa qui vivevamo tranquilli, invece ora in questa zona succede di tutto e chi ne fa le spese sono i cittadini onesti che vivono in periferia e che sono ostaggio dei delinquenti». Il Comune ha in cantiere un progetto di recupero del vecchio cementificio, ma in base alle ultime previsioni i lavori non inizieranno prima della prossima estate. «Ne siamo ben contenti», rimarca Canale, «ma nel frattempo chiediamo alle forze dell’ordine di intervenire, intensificando controlli e vigilanza soprattutto di notte, visto che ci sono persone che hanno paura a uscire di casa».
I timori dei residenti sono condivisi anche da chi lavora in zona, come i circa trenta dipendenti dell’azienda Nxs (Nexus pro skills) che ha sede nel palazzetto di People strategy in strada Vicinale Torretta. «La nostra sede è proprio di fronte all’ex cementificio quindi parcheggiamo lì intorno», rileva Valentina Orlando, «siamo soprattutto donne e la sera tra le 20 e le 21 quando usciamo cerchiamo sempre di farlo in gruppo, ma se qualcuna di noi si deve trattenere oppure deve uscire prima diventa un problema. Il cementificio è preda di tossicodipendenti, prostitute e senza fissa dimora che entrano ed escono con le biciclette da alcune porte sul lato strada che in genere sono socchiuse ma all’occorrenza vengono aperte da qualcuno presente all’interno». La prassi, come raccontato dai cittadini, è singolare: in tanti arrivano in bici fischiettando, chi è dentro capta il segnale e apre l’accesso. Proprio come succedeva fino a qualche mese fa al Ferro di Cavallo. «Abbiamo visto ragazze arrivare da Chieti verso Pescara a piedi», prosegue Orlando, «entrano ed escono dall’ex cementificio non si sa per fare cosa. Gli abitanti della zona sono stremati, denunciano problemi di prostituzione e delinquenza varia».
«Sicuramente si tratta di persone che hanno bisogno di aiuto», è l’opinione di Paola Vione, titolare dell’azienda Nxs in strada Vicinale Torretta, «noi abbiamo sollecitato carabinieri, polizia e amministratori pubblici e adesso abbiamo sottoscritto l’esposto per chiedere l’intervento del prefetto. Non possiamo più vivere in queste condizioni, più che parcheggiare da un’altra parte non sappiamo più come comportarci e cosa fare. La nostra è un’agenzia formativa che ha personale interno e persone che vengono dall’esterno per i nostri servizi. Questa situazione si ripercuote soprattutto sui residenti del quartiere, visto che i disperati ormai da mesi hanno sfondato tutte le porte e le finestre sul lato strada. Da un lato ci sentiamo minacciati all’interno della nostra città, dall’altro siamo dispiaciuti per la presenza di persone in quelle condizioni lasciate lì a vandalizzare lo stabile».
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