Spacciatori negli alloggi popolari Pettinari: bisogna togliergli le case

PESCARA. Gli arresti della polizia nelle case popolari tra via Passo della Portella e via Rigopiano fa riesplodere la polemica. La solleva Domenico Pettinari, vice presidente del consiglio regionale,...
PESCARA. Gli arresti della polizia nelle case popolari tra via Passo della Portella e via Rigopiano fa riesplodere la polemica. La solleva Domenico Pettinari, vice presidente del consiglio regionale, in rappresentanza del Movimento 5 Stelle. E lo fa perché non riesce ad accettare che vengano perpetrate situazioni di illegalità senza che la Regione e il Comune intervengano. «Nell’ultimo blitz in queste case, la squadra mobile ha trovato in un appartamento 430 grammi di cocaina e settemila euro in contanti, per cui ha arrestato un 24enne che li deteneva nell’alloggio dell’Ater. In carcere anche il fratello, che doveva scontare una pena. Nonostante ciò, ci risulta che quell’appartamento è ancora oggi occupato da altre persone, a dispetto della legge. È inaccettabile», dice Pettinari, «che si lasci l’utilizzo della casa popolare a chi vende droga ai nostri ragazzi, mentre 700 famiglie oneste attendono da anni in graduatoria, e devono subire anche il fatto che qui ci siano venti appartamenti murati, inutilizzati». Ma in quello stesso complesso, già al centro di fatti di cronaca e complesse operazioni di sfratto, avviene anche altro. «Un altro alloggio sembra ancora in mano a un latitante e ci sono inquilini abusivi, o senza diritto, che continuano ad allacciarsi alle utenze di chi è regolare. Ci sono poi i problemi legati all’incuria», dice sempre Pettinari, dopo aver raccolto le segnalazioni dei residenti che sono esasperati, ma nello stesso tempo spaventati dai movimenti a cui assistono, per lo spaccio di droga. «C’è la questione dell’incuria. Qui continuano a gettare l’immondizia dai balconi e a tenere i cani sciolti, nonostante siano potenzialmente pericolosi, oltre a minacciare verbalmente i poveri cittadini onesti che non hanno più la forza per sopportare queste angherie».
Pettinari una soluzione l’ha sempre prospettata, a tutte le autorità. «Quando si spaccia in queste case, il carcere non basta. Bisogna immediatamente far decadere l’assegnazione degli alloggi di proprietà pubblica a chi le usa come sede di spaccio e produzione di dosi mortali di droga. La legge regionale è chiara, prevede lo sfratto per casi come questo, e deve essere applicata da Comune e Regione. Chiedo», conclude Pettinari, «che venga eseguito un controllo a tappeto, per capire chi ha i requisiti e le carte in regola per soggiornare nelle case di proprietà pubblica». Con Pettinari anche Carlo Troiani, di Federcasa, che raccoglie sì il grido di allarme degli inquilini, ma li invita anche a contattare direttamente le forze dell’ordine. (f.bu.)

