«Spaccio dentro le case popolari, i pianerottoli usati per drogarsi»

Denuncia di Pettinari: palazzina di via Moro in mano ai criminali, le famiglie oneste costrette a subire Siringhe di eroina e pipe artigianali per il crack lungo le scale: servono controlli con pattuglie in strada
PESCARA. Il pavimento sporco di sangue, una goccia dietro l’altra che racconta il percorso dopo l’ultima dose di eroina; una siringa gettata all’angolo del muro; una bottiglia di plastica usata per fumare il crack lasciata vicino alle scale che portano agli appartamenti. Benvenuti in via Aldo Moro, numero civico 31: qui la droga si può comprare e si può consumare negli anfratti delle case popolari. Le famiglie con i bambini sono costrette a convivere con il viavai dei tossicodipendenti. A denunciarlo sono i consiglieri comunali civici Domenico Pettinari, Massimiliano Di Pillo e Caterina Artese. Nel cortile, dieci giorni fa, tre auto parcheggiate sono state distrutte da un incendio doloso: di una Dacia Logan, una Citroen Xsara e una Citroen C1 sono rimaste soltanto le carcasse. Un rogo che ha lasciato danni a terra e sul cemento del palazzo. «Qui si vive come nel far west», dice Pettinari, «tra spaccio, macchine incendiate, aggressioni e occupazioni abusive, i cittadini onesti non ce la fanno più».
AFFARI DI DROGA Via Aldo Moro, nel cuore di San Donato, è divisa in due dalle corsie: da una parte ci sono le case della cooperativa Aternum, dall’altra i palazzoni popolari dove, dice Pettinari, «insistono occupanti abusivi, spacciatori di droga e criminali che mettono a ferro e fuoco il quartiere». Il consigliere, presidente del movimento Pettinari per l’Abruzzo, racconta: «Ogni giorno ricevo segnalazioni da tanti residenti del quartiere che mi chiedono di far attivare l’amministrazione comunale per un intervento risolutivo che possa garantire la pace sociale in questo angolo della città. I cittadini onesti sono costretti a subire questo stato di cose: vedere e non poter parlare perché, a quanto ci riferiscono, una parola di troppo da queste parti viene ricambiata anche con una macchina data alle fiamme, quando va bene, perché se va male sembra che possano verificarsi aggressioni, anche violente. La gente onesta è costretta ad assistere ad accessi continui e impropri nei palazzi popolari da parte di gente visibilmente alterata: con molta probabilità si tratta di acquirenti che si recano dagli spacciatori». Nelle case popolari, rivela Pettinari, va in scena lo spaccio al minuto: una vendita al dettaglio che frutta guadagni su guadagni.
DOSI SULLE SCALE Senza più il Ferro di cavallo in via Tavo, la mappa dello spaccio in città mostra una varietà di diramazioni. E nel palazzo di San Donato c’è la droga e ci sono i nascondigli per consumarla: Pettinari mostra il percorso per accedere al vano contatori. Siringhe, pezzi di plastica usati per avvolgere le dosi di droga, fazzoletti e bottiglie di plastica trasformate in pipe artigianali per il crack raccontano quello che succede. «Si vive nel terrore, giorno e notte», spiega Pettinari, «i bambini non possono giocare nel cortile e gli anziani devono rinunciare a stazionare sotto i palazzi per paura».
SEMPRE APERTO Il portone del civico 31 è sempre aperto: basta spingere e si può entrare senza chiedere permesso a nessuno. Secondo Pettinari, Di Pillo e Artese, accade perché i signori dello spaccio vogliono accesso libero verso le case popolari trasformate in negozi di droga aperti 24 ore su 24. Il gruppo civico chiede controlli sugli inquilini: «Qui servirebbe subito riattivare un censimento di tutti coloro che abitano gli alloggi popolari per verificare se ci sono i requisiti per l’assegnazione delle abitazioni come da legge regionale 96/’96 e, laddove si riscontrino occupazioni illegittime, procedere con gli sfratti per liberare alloggi e assegnarli a chi ne ha davvero diritto».
«più controlli» Pettinari rilancia la sua richiesta di pattugliamenti con le forze dell’ordine a piedi: «Bisognerebbe istituire unità di polizia fisse h24, anche attraverso l’operazione Strade Sicure con l’Esercito». Del resto, dice il consigliere, la sicurezza è uno dei cavalli di battaglia del centrodestra al governo del Comune, della Regione Abruzzo e dell’Italia: «Fratelli d’Italia, Forza Italia e Lega», incalza Pettinari, «governano il Paese, la Regione e il Comune: cosa stanno aspettando per dare corso alle promesse fatte in tema di sicurezza urbana? Ci raccontavano che, con loro, le nostre città sarebbero diventate più sicure, ma dalle denunce che ci arrivano dai cittadini giorno dopo giorno possiamo rilevare un peggioramento, altroché maggiore sicurezza».

