Spaccio e minacce telefoniche A Fontanelle ritorna la paura

Nuovo allarme tra i residenti di via Caduti per servizio dopo l’ondata di violenza del 2011 «Appartamenti occupati da abusivi, smercio di droga in pieno giorno, forze dell’ordine assenti»
PESCARA. Le prime avvisaglie di una nuova ondata di violenza hanno già cominciato a far tremare le 540 famiglie perbene che vivono nelle case popolari in via Caduti per servizio, nel quartiere-cerniera di Fontanelle.
Appartamenti occupati da delinquenti, spacciatori tornati a smerciare la droga in pieno giorno, sotto gli occhi esterrefatti di anziani e bambini, minacce e telefonate minatorie nel cuore della notte per convincere la gente a tenere la bocca chiusa.
Percezione di insicurezza. Tutti segnali che spingono i cittadini dell’ultima periferia di Pescara a chiedere con il cuore in mano l’intervento delle istituzioni, in modo da evitare il ripetersi di una nuova stagione di attentati e incendi dolosi come già accaduto nel 2011.
La percezione di insicurezza che si respira passeggiando in via Caduti per servizio, accanto al parco giochi dei bambini, all’associazione Insieme per Fontanelle e alla palestra in costruzione è così forte perché da tempo, come raccontano gli abitanti del quartiere, manca una presenza fissa della società civile e delle forze dell’ordine che agisca da deterrente contro gli abusi.
Telecamere inutili. In quest’area dove il tasso di abbandono scolastico è alle stelle e non si contano i reati consumati all’interno delle mura domestiche, non bastano le 26 telecamere fatte installare nel 2013 dall’ex sindaco Luigi Albore Mascia e costate 60mila euro.
Una di queste è rotta da mesi, ma nonostante le segnalazioni non è mai stata riparata. «Quando si verifica un furto», si lascia andare una donna, «non è mai possibile identificare il colpevole. L’altro giorno è stata rubata l’autoradio da una macchina, ma la polizia ci ha detto che dal filmato non è stato possibile riconoscere il ladro».
Un solo vigile urbano. Oggi, a presidiare la zona c’è soltanto un vigile urbano che viene mandato il sabato mattina a fare la ronda tra i palazzoni degradati di proprietà dell'Ater.
«Poveretto non può fare niente», rimarcano i cittadini che hanno trovato come unico baluardo i consiglieri comunali e regionali del Movimento 5 stelle. Negli ultimi due mesi è ricominciato lo spaccio sotto ai portici di via Caduti per Servizio e nelle abitazioni, le urla nel cuore della notte, le auto che sfrecciano sotto ai balconi e le minacce verbali per tappare la bocca ai vicini di casa costretti convivere con le occupazioni abusive degli appartamenti, la delinquenza, il conflitto sociale e l’abbandono delle istituzioni.
Gli sfratti. «La Regione prima di Natale ha messo in bilancio 100mila euro per realizzare gli sfratti degli alloggi occupati abusivamente», denuncia Domenico Pettinari, consigliere regionale del Movimento 5 stelle, «se ne contano almeno 11 solo in via Caduti per Servizio. Prima non si sapeva che fine avessero fatto queste risorse, adesso che sono state sbloccate è stata compilata una graduatoria in cui ai primi dieci posti non compare nemmeno un appartamento in questo quartiere. E’ un’ingiustizia, poiché una zona che ha vissuto la stagione degli attentati e dell’emergenza sicurezza non può essere marginalizzata rispetto a Rancitelli o Montesilvano».
Secondo Pettinari, con questa somma possono essere portati a termine al massimo dieci sfratti.
«Chiediamo», aggiunge, «che nel prossimo tavolo di coordinamento tra Ater, Comune e forze di polizia sia rivista la graduatoria inserendo ai primi posti gli interventi a Fontanelle».
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