Sparò dal balcone, condannato a 10 anni

2 Ottobre 2020

Il 29enne Valentino Spinelli deve rispondere dell’aggressione di un senegalese e del tentato omicidio di due fratelli

PESCARA. Dieci anni di carcere per Valentino Spinelli, il pescarese di 29 anni finito sul banco degli imputati per due episodi di violenza avvenuti a luglio dell’anno scorso a casa sua, a Rancitelli. La duplice condanna è arrivata ieri pomeriggio da parte del giudice Antonella Di Carlo, con due diverse sentenze. Per l’aggressione di un senegalese a cui ha rubato il cellulare, Spinelli - per lui è stato chiesto dal pubblico ministero il giudizio immediato - è stato condannato a quattro anni e otto mesi di reclusione (la richiesta del pm Fabiana Rapino era di oltre otto anni), mentre per il tentato omicidio di due fratelli romeni il 28enne dovrà scontare 5 anni e quattro mesi di reclusione (la richiesta del pm era di nove anni e mezzo) e in questo caso è stata riconosciuta una provvisionale di seimila euro.
Il 29enne, in carcere da luglio dell’anno scorso, è difeso dagli avvocati Pasquale Provenzano e Fabio Corradini. Il primo episodio, che risale al 3 luglio 2019, riguarda un senegalese, Sall Seydina Omar, di 44 anni. Quella notte, secondo quanto accertato nelle indagini, l’uomo raggiunge casa Spinelli - al Ferro di cavallo di via Tavo - in cerca di droga. La reazione violenta dello spacciatore è immediata, per ragioni futili. Colpisce il cliente con una serie di pugni, facendogli saltare la protesi dentaria e provocandogli la perdita di due denti, oltre a spaccargli il labbro. Non si ferma e lo ferisce ulteriormente con un coltello che raggiunge il senegalese al collo. A quel punto il 44enne si divincola e fugge via e si accorge di non aver più il suo cellulare, che gli è stato rubato da Spinelli. Il quale, vedendolo fuggire, si affaccia al balcone e spara. Ed è allora che compare, per la prima volta, l'arma di Spinelli, usata anche nei giorni successivi. Il ferito chiede aiuto a un automobilista, torna a casa e poi si rivolge ai medici del pronto soccorso per essere medicato (lo giudicano guaribile in 21 giorni). La polizia, informata del caos nel palazzo dove vive Spinelli, raggiunge l’appartamento e trova della droga, di cui lo spacciatore cerca di sbarazzarsi lanciando una busta di plastica dalla finestra. Viene arrestato subito dalla squadra mobile e sottoposto ai domiciliari. Per questi fatti, il tentato omicidio è stato derubricato in lesioni aggravate. La notte tra il 5 e il 6 luglio scatta il secondo allarme a Rancitelli.
Questa volta Spinelli spara numerosi colpi di pistola in direzione di due fratelli romeni, Florin Mustafa, di 27 anni, e Ionut Gheorghe, di 29 anni (assistiti dall'avvocato Tullio Zampacorta), ferendoli e colpendo l’auto dei due. Anche in questo caso succede tutto in via Tavo, al Ferro di cavallo, a casa di Spinelli. Uno dei due fratelli entra nell’alloggio per acquistare cocaina e la reazione di Spinelli appare violenta e sproposita perché inizia ad aggredire il cliente con calci e pugni, solo perché il romeno si sarebbe presentato senza maglia. Dopo aver sentito dei rumori provenienti dall’abitazione, interviene anche l’altro giovane e soccorre il fratello. Sentendosi in pericolo, i due si allontanano, si rifugiano in auto per fuggire e a quel punto Spinelli comincia a sparare con la pistola dal balcone, puntando alla Mercedes classe C della coppia, ferendo Mustafa al braccio destro e l’altro alla mano destra, oltre a danneggiare la carrozzeria del veicolo e il parabrezza. I fratelli riescono comunque a lasciare via Tavo e raggiungono l’ospedale, dove vengono medicati e poi dimessi con una prognosi di 20 e 15 giorni. Intanto la polizia riceve la segnalazione di quei colpi di arma da fuoco, arriva a casa di Spinelli e lo trova ancora sul balcone. In casa ci sono tracce di sangue e in giro sono rimasti diversi bossoli. Poco dopo viene arrestato e condotto in carcere. In entrambi i procedimenti è stata chiesta per Spinelli, dal difensore, una perizia psichiatrica (il perito è Maurizio Cupillari) ed è emerso che è capace di intende e volere ma è affetto da un disturbo della personalità che può favorire degli scatti d'ira.
©RIPRODUZIONE RISERVATA