Spari contro l’auto dei senegalesi La polizia a caccia di due uomini

8 Gennaio 2022

PESCARA. Sono riusciti a far perdere le tracce i due uomini armati che giovedì pomeriggio hanno esploso almeno tre colpi di pistola in via Lago di Capestrano, all’altezza del civico 17 dell’edificio...

PESCARA. Sono riusciti a far perdere le tracce i due uomini armati che giovedì pomeriggio hanno esploso almeno tre colpi di pistola in via Lago di Capestrano, all’altezza del civico 17 dell’edificio popolare cosiddetto “treno”. Hanno sparato contro una Nissan X Trail sulla quale c’erano tre uomini, senza però ferirli, e poi sono fuggiti via. Attorno alle 18.30, è arrivata la segnalazione al 113 su un uomo che aveva appena sparato all’indirizzo di un’auto per poi allontanarsi a piedi. E in via Lago di Capestrano si sono concentrate le pattuglie di polizia e carabinieri, che ora stanno lavorando sul caso sotto il coordinamento del sostituto procuratore Andrea Papalia.
I tre uomini che si trovavano sulla Nissan erano ancora lì, quando le forze dell’ordine hanno raggiunto la zona. E hanno raccontato la loro versione dei fatti, dicendo di essere stati a trovare un amico, in una attività commerciale della zona, e di essere passati in via Lago di Capestrano per dirigersi verso l’Asse attrezzato. E mentre passavano di lì i due uomini armati li hanno insultati e hanno sparato. Uno dei colpi ha raggiunto la gomma anteriore destra, che è stata trovata bucata dai poliziotti della squadra mobile e della Scientifica, ed è stato individuato il foro di ingresso del proiettile d’arma da fuoco. A terra, invece, due bossoli di munizionamento a salve, che sono finiti sotto sequestro insieme alla Nissan. I tre destinatari di quei colpi, tutti di nazionalità senegalese e in regola con il permesso di soggiorno, sono stati ascoltati dagli investigatori che hanno cercato testimonianze in zona e registrazioni degli impianti di videosorveglianza. Due di loro, è emerso subito dopo i primi accertamenti, hanno precedenti di polizia. E un po’ per volta, con il passare delle ore, il quadro è apparso più chiaro, per quanto riguarda il contesto criminale in cui è maturato questo episodio.
A pochi metri da lì, in via Lago di Borgiano, giovedì pomeriggio c’era il vice presidente del consiglio regionale Domenico Pettinari, che oggi sarà di nuovo in zona, «un fazzoletto di terra maledetto e dimenticato», come lo definisce su Facebook. «È nostro dovere gridare, raccontare, riaccendere il faro perché uno di quei colpi avrebbe potuto incontrare un figlio della nostra terra. In quella zona si spara, e non mi meraviglia più di tanto, ma qualcuno pensa di risolvere tutto con l’abbattimento del “ferro di cavallo”, i cui occupanti si stanno spostando in via Lago di Capestrano».