Spari di fucile per far scappare i banditi

9 Agosto 2021

Via Chiarini, parla il proprietario, 66 anni: «Erano due macigni, uno mi si è buttato addosso con lo spray al peperoncino»

MONTESILVANO. Due colpi di fucile esplosi in aria e il panico che si scatena in pieno centro, a Montesilvano dove sabato, poco prima delle 23, due banditi stavano svaligiando una villetta in via Chiarini. A raccontare quegli attimi di terrore, è il proprietario di casa, E.D. 66 anni, pensionato, che sabato sera è passato dalla cena a casa di amici al faccia a faccia con i ladri: alle urla bestiali, alle spinte e a quello spray al peperoncino che uno dei due «macigni», come li chiama, gli ha spruzzato negli occhi e sulle gambe. E che il giorno dopo gli fa dire: «Brucia ancora, una cosa che non si può immaginare».
È lui stesso, E.D., a raccontare l’incubo vissuto in balìa di due uomini grossi e determinati al punto da smontargli perfino la vasca idromassaggio «per vedere se c’era qualcosa nascosto là sotto».
«Erano circa le 22,45. Con mia moglie ero a cena a casa di amici e mi arriva la telefonata che c’erano dei movimenti strani davanti a casa mia. Ho chiamato mio fratello che vive nella villetta confinante, gli ho detto di andare a vedere, e intanto mi sono precipitato anche io accompagnato da due amici. Intanto, appena ricevuta la telefonata mio fratello è uscito, ha visto il cancello rotto, il portone rotto e la porta di casa mia sfondata. Ha capito che c’era qualcuno dentro e a quel punto, per farlo uscire, ha preso il fucile e ha sparato due colpi in aria. E sono arrivato anche io». Quando arriva, E.D. ha poco tempo per pensare. D’istinto si precipita nel giardino di casa, ma non fa neanche in tempo a rendersi conto di quello che sta rischiando per vedersi letteralmente investito da un uomo grosso, enorme che piomba dalla finestra del primo piano. «Ha sfondato la zanzariera, tutto, urlava come una belva, mi è venuto addosso, e intanto pure l’altro si è lanciato dal piano di sopra, un volo di almeno quattro metri». Intanto c’è mezzo rione che osserva da lontano in strada, gli spari di fucile hanno scatenato il panico. Ma lì, nel giardino di casa, il cittadino e gli altri due che sono con lui sono soli e impreparati a tanta violenza e determinazione. «Erano due macigni, urlavano per farci paura. Ho sentito poi che si è parlato di colluttazione», racconta, «ma la verità è che per scappare quello si è buttato sopra di me. Ho provato a reagire, ma quello ha infilato una mano nella tasca. Ho pensato di tutto, che ne sai che cosa poteva tirare fuori, vedevo una cosa rossa che lampeggiava». E quello che il bandito tira fuori è lo spray al peperoncino. «Ha iniziato a spruzzarcelo in faccia all’impazzata, negli occhi sulle gambe, ovunque. E sono riusciti a scappare: la macchina, con un altro dentro, li aspettava sotto un albero al buio. Sono scappati velocissimi e con i fari spenti verso il Colle della Vecchia. Trenta secondi dopo sono arrivati i carabinieri».
Una corsa contro il tempo anche da parte dei militari che, come riferisce il consigliere comunale Marco Forconi, che ha portato personalmente la solidarietà dell’amministrazione al cittadino, «sono stati bravi a non cadere nel tentativo di depistaggio da parte, evidentemente, di qualcuno della banda: qualcuno che ha chiamato il 112 dicendo di correre in un’altra zona della città che c’era stata una spaccata».
Le indagini sono partite immediatamente, mentre sui social diventava virale il video del cittadino che urla che ci sono i fucili e le mazze per strada. «Hanno parlato di Far west, di mazze, ma la gente deve trovarsi in queste cose per capire di che parla. Nessun Far west. Mio fratello», rimarca il 66enne, «ha solo sparato in aria per far uscire i banditi, quello che hanno visto era il suo fucile».
Dopo la notte insonne e con gli occhi che ancora gli bruciano, E.D. racconta della casa distrutta, dello schock della moglie e di tutto quello che, ancora, sarebbe potuto succedere. «La casa è un finimondo, hanno smontato i quadri, ribaltato tutti i cassetti, hanno perfino smontato la vasca idromassaggio, chissà che pensavano di trovare. Alla fine hanno preso un po’ di soldi e l’oro di mia figlia. Ma non è questo. Io so solo che mia moglie ed io stavamo per tornare a casa. Se non ci avessero avvisati ci saremmo trovati io dentro casa con quelli e chissà che succedeva. Perché è gente che non ha paura di nulla. Hanno fatto quel finimondo tra le 22,15 e le 22,45 di sabato, con il traffico e la gente fuori che passava. Quindi niente, adesso rimettiamo a posto, metterò l’allarme, ma tanto è già successo nella zona e risuccederà».
Ma intanto le indagini dei carabinieri coordinati dal tenente Donato Agostinelli vanno avanti. E se è vero che le telecamere cittadine non funzionano, la speranza di trovare qualcosa di buono arriva dalle telecamere dei semafori T-red utilizzati per multare chi passa con i l rosso.