Sparisce la Tasi, quest’anno si paga l’Imu

10 Gennaio 2020

Con la Finanziaria sono state accorpate le due imposte sugli immobili, restano esentate le prime case

PESCARA. Oltre alla Tari, quest’anno gli uffici comunali hanno anche il problema dell’Imu. L’ultima Legge di bilancio del governo ha provveduto ad abolire la Tasi e a far confluire gli immobili, finora soggetti a quell’imposta, nell’Imu. Ma le indicazioni giunte finora dal ministero sarebbero talmente poche che, anche in questo caso, i Comuni non sanno come muoversi.
Si sa soltanto che le aliquote dell’Imu dovranno partire dall’8,6 per mille, con la possibilità per gli enti di poterle aumentare. «Per i contribuenti pescaresi», ha assicurato ieri l’assessore alle finanze Eugenio Seccia, «non dovrebbero esserci cambiamenti, visto che il Piano di riequilibrio dell’ente, in vigore dal 2015, ha già portato le aliquote al massimo».
Non ci saranno sorprese nemmeno per i proprietari delle prime case, che continueranno ad essere esentate dall’applicazione dell’imposta.
Insomma i contribuenti che versavano la Tasi, ora torneranno pagare l’Imu come facevano in passato. I soggetti cui veniva applicata l’imposta, ora soppressa, erano in particolare i possessori a qualsiasi titolo di immobili, con l’esclusione dei terreni agricoli. Erano soggetti al pagamento dell’imposta anche i fabbricati costruiti e destinati dall’impresa costruttrice alla vendita e i fabbricati rurali strumentali. Il calcolo era uguale a quello dell’Imu, ma variavano le aliquote.
La scadenze per i pagamenti, con l’applicazione dell’Imposta municipale unica, rimangono le stesse, ossia il 16 giugno e il 16 dicembre di ogni anno. Restano assoggettati all’Imu i fabbricati, le aree fabbricabili e i terreni, a qualsiasi titolo destinati, compresi quelli strumentali o alla cui produzione o scambio è diretta l’attività di impresa. La tassa non si applica alle abitazioni principale, ad eccezione di quelle classificate nelle categorie di lusso A/1, A/8 e A/9. (a.ben.)
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