Spedizione punitiva a colpi di pistola

Sparo all’alba contro il portone del condominio dove vive Michele Rossoni, coinvolto nell’omicidio Ceci e poi scagionato
PESCARA. È fallita la spedizione punitiva nei confronti di Michele e Richard Rossoni, padre e figlio, svegliati bruscamente alle 6.45 di venerdì da un colpo di pistola esploso contro il portone del condominio in cui vivono, in via Raiale 8. Qualcuno ha sentito quel boato, il rumore del vetro infranto, e ha contattato la polizia che, intervenendo, ha rintracciato, bloccato e poi arrestato i due presunti responsabili, Davide Tiberii, 27 anni, e Daniele Bassano, 56, pescaresi entrambi con precedenti di polizia. Quando gli uomini della Volante sono arrivati in via Raiale i quattro erano in strada insieme, nell’area di servizio, e Tiberii ha tentato la fuga verso l’asse attrezzato, cercando di nascondere in una canalina di scolo una pistola Beretta calibro 7,65 con la matricola cancellata. La polizia lo ha intercettato e fermato, recuperando l’arma, la stessa che sarebbe stata usata poco prima per sparare, come dimostrano un proiettile inesploso calibro 7,65 e un bossolo dello stesso calibro trovati vicino al portone.
Nei minuti successivi, la polizia ha trovato in via Raiale due auto: quella dei Rossoni, sul cui cofano qualcuno aveva scritto un insulto, e quella utilizzata da Bassano, che è stato perquisito e trovato in possesso di un coltello con una lama di cinque centimetri. Un altro coltello, con una lama di 12 centimetri, è stato invece recuperato nei pressi della Mercedes di Rossoni dagli agenti della Volante diretti da Dante Cosentino.
Da lì hanno preso il via accertamenti e perquisizioni, per chiarire l’accaduto, mentre i quattro - che si conoscono - non hanno fornito agli investigatori elementi utili a spiegare come siano andate le cose, nè il possibile movente della spedizione, il cui obiettivo potrebbe essere stata un’intidimazione se non addirittura un tentativo di aggressione nei confronti dei Rossoni, il cui capofamiglia, Michele, fu indagato per l’omicidio di Italo Ceci (ne seguì l’archiviazione).
Proprio i Rossoni si sarebbero limitati a dire di aver sentito il boato e di essere scesi in strada. Delle risposte sono arrivate a casa di Bassano dove c’erano sei cartucce calibro 7.65, di cui tre sul tavolo e altre tre sul ripiano di un mobile, nella stanza da pranzo, il che fa ipotizzare che Bassano abbia consegnato l’arma clandestina a Tiberii con due proiettili. Quindi, i due avrebbero raggiunto via Raiale usando l’auto di Bassano, come sostiene il giudice per le indagini preliminari Nicola Colantonio. Entrambi sono finiti prima in camera di sicurezza, dove Tiberii avrebbe danneggiato l'impianto di condizionamento, e poi in carcere, dove restano su disposizione del gip, che ha convalidato l'arresto.
Per Colantonio gli indagati, «capaci di azioni violente e minacciose», non hanno avuto «alcuna remora a procurarsi un'arma micidiale per organizzarsi una spedizione punitiva» né a usarla «sparando un colpo» e «solo l’intervento della polizia ha impedito conseguenze nefaste».
Il reato contestato a entrambi (il pm è Rosangela Di Stefano) è quello di porto in luogo pubblico di arma clandestina, mentre devono rispondere a vario titolo anche di danneggiamento, porto di munizioni e di oggetti atti ad offendere.
Gli avvocati difensori sono Pasquale D’Incecco e Giancarlo De Marco.
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