Spedizione punitiva in carcere, è caos

9 Ottobre 2024

Tre detenuti afferrano un agente per il collo e poi aggrediscono un altro arrestato per un debito: il bilancio è di due feriti

PESCARA. Tre detenuti approfittano della raccolta dei rifiuti e forzano l’uscita di un corridoio del carcere San Donato; puntano dritti al piano terra, minacciano un agente della polizia penitenziaria al lavoro nella sala regia e lo afferrano per il collo, poi gli rubano le chiavi del reparto; sanno bene dove andare: i tre, tutti stranieri, proseguono verso la cella di un altro detenuto per aggredirlo «a causa di un regolamento di debiti». È una scena da film quella accaduta al San Donato e denunciata dai sindacati che parlano di «fatto di gravità estrema».
Il San Donato è una polveriera: ormai le aggressioni sono cicliche. Il 27 settembre scorso, un detenuto, nel tentativo di fuggire, aveva preso a pugni un agente fino a rompergli una costola rotta e a fratturargli un polso. Due giorni fa, una spedizione punitiva: è un altro episodio che riaccende la polemica sul sovraffollamento del carcere pescarese. «La natura stessa del gesto messo in atto dai detenuti aggressori, sottolinea le difficoltà del personale ad operare in sicurezza e a far rispettare le regole all’interno della casa circondariale che», dice Giovanni Calzone, segretario provinciale dell’Osapp, «presenta gravi criticità strutturali ed un sovraffollamento ormai cronico. La casa circondariale di Pescara ha una capienza massima che si aggira intorno alle 250 unità circa e che al giorno d’oggi si trova ad ospitarne più di 450. Questo alto tasso di sovraffollamento è aggravato dalla carenza di personale sia tra le fila della polizia penitenziaria che nel comparto sanitario e trattamentale». L’Osapp chiede «sia interventi strutturali, con la costruzione di una scala che permetterebbe di suddividere i movimenti di detenuti di diverse sezioni, sia il ripristino della sezione ove poter poi dar luogo alle numerose sanzioni disciplinari al momento non applicabili».
Giovanni Scarciolla, segretario provinciale del Sappe, parla di «istituto penitenziario al collasso» e aggiunge: «L’agente minacciato è riuscito a dare l’allarme e tempestivo è stato l’intervento della polizia penitenziaria che è riuscita a ripristinare l’ordine e la sicurezza evitando che la situazione degenerasse. Sia il detenuto che l’agente hanno riportato contusioni ed escoriazioni. Questo episodio è di una gravità inaudita». Scarciolla sottolinea un dato: «Il rapporto è di un agente di polizia per 80/100 detenuti per sezione detentiva, difficile e impossibile da gestire soprattutto a fronte di queste gravissime dinamiche che mettono a repentaglio la sicurezza degli agenti di polizia che operano nei reparti e dei detenuti stessi. Chiediamo, per l’ennesima volta, un intervento immediato e urgente da parte delle istituzioni e degli organi superiori, affinché si adottino seri provvedimenti». (p.l.)