Spesa sanitaria, la Corte dei conti promuove a pieni voti l’Abruzzo

27 Maggio 2023

Cresce da 2.011 a 2.185 la dotazione pro-capite. Marsilio: «Siamo tra i più virtuosi d’Italia»

L'AQUILA. Sulla spesa sanitaria, la Corte dei Conti promuove l'Abruzzo. La Regione risulta tra le prime in Italia per i risultati economico-finanziari del sistema sanitario regionale, stando ai dati provvisori sui Lea, i livelli assistenziali relativi al 2021. Tutti gli indicatori portano il segno positivo: dati contenuti nel Rapporto sul coordinamento della finanza pubblica, che fanno riferimento alla situazione al 31 dicembre 2022. Dal 2019 al 2022, la spesa sanitaria pro-capite per ogni cittadino abruzzese è salita a 2.185 euro contro i 2.011 euro del 2019. Un traguardo superiore a quello raggiunto della altre regioni alle prese con un piano di rientro, proprio come l'Abruzzo, e in linea con la media nazionale, rispettivamente di 2.155 e 2.241 euro. «L' Abruzzo si dimostra tra le più virtuose in Italia sul piano del rispetto degli equilibri di bilancio», dichiara il presidente Marco Marsilio, «e senza ridurre la spesa».
ABRUZZO PROMOSSO
Scorrendo la graduatoria, la Regione Abruzzo occupa il settimo posto in Italia per i risultati del bilancio della sanità dietro a Lombardia, Veneto, Umbria, Marche, Campania e Calabria. Il 2022, come certificato dal Tavolo di monitoraggio, si è chiuso in sostanziale parità, con una leggera perdita di 100mila euro. «È stata recuperata», afferma l'assessore alla Sanità, Nicoletta Verì, «nonostante le maggiori spese sostenute per l’emergenza Covid, solo in parte coperte dai trasferimenti statali, una situazione che nel 2019 segnava un disavanzo di oltre 12 milioni di euro. Se è vero che la quota di fondo sanitario nazionale spettante alla Regione è passata dai 2 miliardi 604 milioni del 2019 ai 2 miliardi 788 milioni del 2022, è pur vero che ciò è avvenuto a fronte di costi aumentati dai 2 miliardi 532 milioni del 2019 ai 2 miliardi 702 milioni dello scorso anno».
SPESA FARMACEUTICA
Il notevole recupero di terreno da parte dell'Abruzzo va letto anche nel contesto nazionale. Secondo il Rapporto della Corte dei conti «oltre metà delle regioni risulta in rosso con un disavanzo totale di 1,47 miliardi». Sul piano nazionale, infatti, il risultato di esercizio, misurato come differenza tra le entrate previste dallo Stato per la copertura dei Livelli assistenziali, e le spese sostenute per l’assistenza sanitaria, si presenta in netto peggioramento: le perdite crescono, passando dai 1.025 milioni di disavanzo del 2021 a poco meno di 1.470 milioni (erano 800 milioni nel 2020). Diversa la fotografia dell'Abruzzo dove migliora anche il saldo della mobilità passiva: nel 2020 era pari a 102 milioni di euro, scesi a 94 nel 2021 e a 86 milioni nel 2022. Ed è in discesa anche lo scostamento della spesa farmaceutica. Su questo aspetto la Corte dei conti mette a confronto i dati riferiti al 2021 e allo scorso anno: lo sforamento della spesa complessiva per la farmaceutica territoriale è stato pari a 6 milioni 34mila euro, 600mila euro in meno dell’anno precedente. È sostanzialmente invariata, invece, la percentuale sulla spesa farmaceutica diretta, quella delle strutture sanitarie, «sulla quale ha inciso l’introduzione di nuovi farmaci oncologici molto costosi, così come il dato sui dispositivi medici», ha spiegato Verì.
LIVELLI ASSISTENZIALI
Il rapporto della magistratura contabile pubblica anche i dati provvisori del monitoraggio dei Lea per il 2021, che promuovono l’Abruzzo sulle tre griglie: prevenzione (77,74), assistenza territoriale (68,46), assistenza ospedaliera (69,25).
«La prevenzione, che nel 2020, aveva raggiunto un risultato di poco inferiore alla soglia minima prevista per l’obiettivo», sottolinea l'assessore Verì, «in appena un anno ha recuperato oltre 23 punti sulla valutazione». Ci sono anche dei punti di criticità: «I fronti sui quali vanno apportati correttivi e su cui stiamo già lavorando per mettere in campo azioni specifiche», evidenzia Verì, «sono la tempestività negli interventi per la frattura del femore, la riduzione dei parti cesarei e il recupero dei ricoveri programmati, che nel 2022 ha toccato il 70% delle liste d’attesa al 1° gennaio dello stesso anno. Il rapporto ha certificato l’efficacia delle misure che questo governo regionale ha attivato per la sanità abruzzese».
OTTIMO RISULTATO
«Faccio i complimenti all'assessore Verí, con cui abbiamo lavorato fianco a fianco per raggiungere questi risultati che smentiscono tutti i luoghi comuni e le filastrocche che l'opposizione ha continuato a recitare fino ad oggi», ha dichiarato Marsilio, «sarebbe stato facile arrivare al pareggio effettuando tagli ma, come dimostrano i dati, lo ha fatto aumentando la spesa pro capite fino a portarla al livello della spesa media nazionale. Tutto questo nonostante l'incremento dei costi. Risultato è che anche in Abruzzo per la salute dei cittadini si spendono gli stessi soldi che si spendono nel resto d'Italia». Marsilio ha evidenziato come «diminuisce in maniera sensibile il ricorso alla mobilità passiva, si recuperano le liste di attesa, migliorano gli indicatori Lea, i livelli essenziali di assistenza, in relazione a tutte e tre le macroaree, compresa quella della prevenzione».