Spese della sanità, Verì scrive al ministro

Cure essenziali ed effetto pandemia da Covid: l’assessore chiede di rivedere i parametri del piano di rientro dal disavanzo
PESCARA. Rivedere i parametri che regolano gli adempimenti delle Regioni in piano di rientro dal disavanzo sanitario, tra cui l'Abruzzo, così da renderli maggiormente coerenti con le disposizioni che disciplinano il raggiungimento dei Lea, i livelli essenziali di assistenza.
È la proposta della Regione Abruzzo, avanzata alla presenza del ministro Orazio Schillaci dall'assessore alla Salute, Nicoletta Verì, nel corso della Conferenza delle Regioni di mercoledì a Roma, a cui è intervenuta insieme al presidente Marco Marsilio.
«Gli adempimenti conseguenti all'uscita dal commissariamento», rimarca l'assessore, «sono stati definiti troppi anni fa, in un'epoca in cui non era possibile prevedere l'impatto devastante dell'emergenza pandemica sui conti della sanità, con maggiori costi coperti per appena un terzo da specifici trasferimenti statali aggiuntivi. La realtà è che tutte le Regioni si sono trovate in enormi difficoltà a chiudere i bilanci, difficoltà che sono state ancora maggiori per quelle in piano di rientro. Come Abruzzo siamo riusciti a garantire l'equilibrio economico-finanziario del sistema sanitario regionale negli ultimi 4 anni, ma è arrivato il momento di studiare nuovi meccanismi per assicurare la sostenibilità», conclude Verì, «perché il rischio è che gli effetti delle maggiori spese Covid possano compromettere gli sforzi messi in campo per ridurre i disavanzi strutturali».
Sono 7 le Regioni italiane che nel 2021 non sono riuscite a garantire pienamente le cure essenziali. È questo il dato più forte che emerge dai risultati del monitoraggio dei Livelli essenziali di assistenza calcolati con il nuovo sistema di garanzia da poco pubblicato dal Ministero della Salute. Un dato migliore del 2020 quando le insufficienze erano presenti in 10 regioni ma in ogni caso anche per il 2021 i dati sono stati influenzati dalla pandemia.
I promossi. Complessivamente, nell’anno 2021 Piemonte, Lombardia, Provincia Autonoma di Trento, Veneto, Friuli Venezia Giulia, Liguria, Emilia Romagna, Toscana, Umbria, Marche, Lazio, Abruzzo, Puglia e Basilicata registrano un punteggio superiore a 60 (soglia di sufficienza) in tutte le macroaree.
I bocciati. Le Regioni che presentano un punteggio inferiore alla soglia in una o più macro-aree sono: in una macro-area Provincia Autonoma di Bolzano (Prevenzione), Molise (Ospedaliera), Campania (Distrettuale) e Sicilia (Prevenzione); in due macro-aree: Sardegna (Distrettuale e Ospedaliera); in tutte le macro-aree: Valle d’Aosta e Calabria. (l.c.)

