«Spese raddoppiate, personale a rischio»

PESCARA. «La bolletta è cinque volte tanto, rispetto al 2021. Se l’anno scorso per il mese di agosto dovevamo pagare 1.200 euro, quest’anno siamo arrivati a 6.000 euro. Ce lo aspettavamo, certo,...
PESCARA. «La bolletta è cinque volte tanto, rispetto al 2021. Se l’anno scorso per il mese di agosto dovevamo pagare 1.200 euro, quest’anno siamo arrivati a 6.000 euro. Ce lo aspettavamo, certo, visto che se ne parla ovunque, e la soluzione è una sola, pagare. Se non si salda il dovuto si rischia il distacco. Questo è strozzinaggio autorizzato». Dal risto-bar Kikka di Montesilvano, Amerigo Finucci scatta una fotografia allarmante di questo momento storico. «Noi non vendiamo oro, ma cibo e caffé», dice dal locale che aderisce a Confesercenti, ed è complicato fare i conti con bollette dagli importi stratosferici, tanto più che si va incontro all’inverno. «Non oso immaginare cosa accadrà con la bolletta del mese di settembre e questo inverno forse dovremo comprare i plaid per consegnarli ai clienti», ironizza Finucci che non riesce ad ipotizzare strade percorribili se non quella di cambiare gestore e di «tornare all’Enel».
«Non si può fare granché ma solo pagare, altrimenti ci staccano, interrompono l’erogazione. Certo, abbiamo delle risorse, a livello personale. Ma non possiamo attingere lì. A rimetterci, se continuiamo di questo passo, saranno i dipendenti: dovremo metterli in cassa integrazione e lavorare da soli». Finucci punta il dito accusatore contro «chi specula, perché la guerra è solo una scusa». Sul futuro c’è grande incertezza e il clima è di profondo egoismo. «Ognuna pensa soltanto a sé, altrimenti non saremmo arrivati a questo punto», dice amareggiato. (f.bu.)

