Spettacoli, ripartire con gli spazi all’aperto

Peschi chiama tre rappresentanti per valutare la ripartenza. Di Biase: recuperiamo i luoghi storici
PESCARA. Spettacoli ed eventi affollati per ora sono banditi. Però nella fase 2 si può pensare a spazi all’aperto, come la pineta, il piazzale Michelucci all’Aurum o il teatro D’Annunzio, o a fare cinema e teatro nei cortili dei palazzi, per organizzare performance artistiche con pochi attori e pubblico distanziato, ben protetto da mascherine e dispositivi di sicurezza. Ma intanto si possono sistemare e ristrutturare storici edifici comunali e templi della cultura pescarese chiusi da anni e abbandonati al degrado, come il teatro Michetti, la Città della musica, il museo del Mare.
Da subito la cultura potrebbe ripartire dagli spettacoli all’aperto. È quanto propone la commissione Cultura del Comune, convocata on line dal presidente Manuela Peschi, che ha chiamato a raccolta alcuni noti operatori come la presidente del teatro Florian Giulia Basel, Licio Di Biase dell’associazione Scep-Pescaratutela, il direttore della scuola di cinema Ifa Cristiano Di Felice, «per ragionare sulle azioni possibili con cui sostenere la ripresa delle attività».
Peschi punta a «istituire un tavolo di lavoro sulla cultura, all’apertura di uno spazio sul sito del Comune aperto ai cittadini per raccogliere idee e proposte e, in raccordo con l’assessore Maria Rita Paoni Saccone, pensare a un laboratorio per la ripartenza delle imprese, allo scopo di ricostruire il tessuto culturale del territorio lacerato dallo stop alle manifestazioni imposto dalle misure anticontagio».
Il rammarico di Di Biase, direttore dell’Aurum: «Per una città turistica come Pescara che ha sempre investito su eventi estivi di grande prestigio, è un grave danno non poter fare affidamento su progetti di richiamo». E la proposta: «In questa fase le istituzioni locali dovrebbero orientare le loro energie nell’ottimizzazione delle strutture», a gestione comunale e regionale aperte e chiuse in città. A partire dal teatro Michetti «gioiello del 1910 che da 10 anni giace in uno stato comatoso, bloccato dalla burocrazia»; al museo del Mare «che custodisce cinquemila pezzi di conchiglie, inaugurato 8 anni fa e richiuso dopo il crollo del solaio mai rimesso a posto»; al museo Vittoria Colonna «che attende il processo di esternalizzazione». Poi ci sono l’Aurum e il circolo Aternino «che hanno bisogno di parquet, moquette e perfezionamenti di impianti audio-video»; l’auditorium Cerulli «chiuso da tre anni, che ha necessità di adeguamento alle normative di sicurezza».
Così come la sala De Cecco della Regione che ha bisogno «persino delle uscite di sicurezza, ma i soldi ci sono». Infine la Città della musica «di cui si attende il recupero da 10 anni». L’attrice Giulia Basel: «Proponiamo di aprire il teatro D’Annunzio, il piazzale Michelucci dell’Aurum, la riserva dannunziana e i parchi per fare spettacoli con pochi attori e presenze contingentate con prenotazioni, e repliche per dare possibilità a tutti di partecipare agli eventi». Di Felice, a capo di una scuola che conta 40 allievi provenienti anche da Piemonte, Lombardia e Veneto, propone «l’organizzazione nei quartieri di rassegne di nicchia, per far conoscere i nostri talenti, con cinema e teatro nei cortili e la gente che assiste agli spettacoli dalle finestre».
©RIPRODUZIONE RISERVATA

