Spettacolo, sport e turismo: fondi alle aziende in crisi

Oggi in Consiglio dei ministri la decisione definitiva La cassa integrazione Covid non verrà prorogata
Approderà oggi, in Consiglio dei ministri, il nuovo decreto Ristori che stanzia 1,5 miliardi per spettacolo, turismo e sport. Nulla di fatto per la cassa integrazione Covid, scaduta a dicembre scorso, che non verrà prorogata: per le imprese dei settori più in difficoltà, a partire dal comparto turistico, ci si muoverà nel solco della riforma degli ammortizzatori sociali utilizzando il Fondo di integrazione salariale (Fis), che la Manovra 2022 ha esteso anche alle micro imprese del terziario, con almeno un dipendente in organico. Ma con una novità: non sarà previsto alcun contributo di funzionamento a carico dei datori di lavoro, connesso all’utilizzo delle prestazioni, pari al 4% della retribuzione persa.
SITUAZIONE ATTUALE
Finora le imprese del commercio e del turismo con un organico fino a 50 dipendenti, della ristorazione, dello spettacolo e le piccole imprese hanno avuto accesso, nel periodo dell'emergenza, in parte al Fis e in parte alla cassa integrazione in deroga pagata dallo Stato, la cosiddetta cassa Covid. Da gennaio 2022 potranno accedere al Fondo di integrazione salariale, che prevede 13 settimane di cassa integrazione per le aziende fino a 5 dipendenti e 26 settimane per le aziende che hanno più di 5 addetti: fino al 31 marzo prossimo, data in cui scade lo stato di emergenza, le imprese non saranno chiamate a pagare il contributo di finanziamento della cassa. L’ipotesi di un Fis senza contributo di finanziamento è al vaglio dei tecnici del ministero dell'Economia, che ne stanno valutando i costi. Secondo le prime stime, e al netto dell’esatta individuazione dei settori da tutelare, potrebbero servire per coprire i 3 mesi dell'emergenza (da gennaio a marzo 2022), tra i 300 e i 400 milioni di euro.
I BENEFICIARI
Con questo budget si conferma l’impostazione obbligata che concentra i nuovi sostegni agli operatori economici colpiti più direttamente dalle restrizioni di queste settimane raggruppati in tre settori: discoteche e sale da ballo, chiuse per decreto fino al 31 gennaio prossimo, per le quali c’è sul tavolo anche un aiuto tributario e uno stop ai contributi, cinema e teatri che hanno limiti di capienza. Settori per i quali il 2021 si è chiuso con il 71% di incassi in meno rispetto alle medie pre-pandemiche. Per gli operatori sono previsti aiuti forfettari, pensati per coprire almeno una parte delle perdite dei primi tre mesi 2022. Ancora non è chiaro il meccanismo con cui verranno erogati i nuovi fondi: per tagliare i tempi, il ministero dell'Economia intende inserire tutto nel decreto che approderà oggi in aula. L'altra strada potrebbe essere quella dei fondi ministeriali, da ripartire poi con decreti del Mise e del ministero del Turismo e dello Sport. Nel ventaglio degli aiuti rientrano anche moda e tessile.
SOS TURISMO
Nel turismo, uno dei settori più colpiti dalla crisi pandemica, gli aiuti saranno indirizzati soprattutto alle agenzie di viaggio e ai tour operator. Sullo sport il quadro è più articolato e si incrocia con la questione energia: nei giorni scorsi il Governo ha proposto un fondo da 300-400 milioni per sostenere gli enti locali nei costi energetici degli impianti pubblici, stadi, palazzetti e piscine, che hanno visto moltiplicarsi le spese di gestione a fronte di una riduzione delle capienze consentite. Tra le possibilità sul tavolo, anche il rifinanziamento del "fondone Covid", una proposta già concordata con le Regioni, oltre al rinnovo del credito d'imposta sulle sponsorizzazioni. L'intesa sul capito sport è passata ieri al vaglio della Conferenza Unificata.
©RIPRODUZIONE RISERVATA

