Spiagge all’asta: schiaffo dall’Ue

D’Alfonso: «L’Italia deferita per i ritardi nelle mappature da parte del governo»
PESCARA. Il 23 maggio la Commissione Europea ha deciso di deferire l'Italia alla Corte di giustizia dell'Unione europea per non aver correttamente recepito la direttiva che istituisce un quadro per la pianificazione dello spazio marittimo. Ne dà notizia il deputato pescarese del Pd, Luciano D’Alfonso.
La direttiva imponeva agli Stati membri costieri di elaborare piani di gestione dello spazio marittimo entro e non oltre il 31 marzo 2021 e di comunicarli alla Commissione e agli altri Stati membri interessati entro tre mesi dalla loro pubblicazione. «L'Italia, tuttavia, non ha ancora elaborato né presentato alla Commissione i propri piani di gestione dello spazio marittimo. Pertanto», spiega il parlamentare Dem, «a seguito dell'invio di una lettera di costituzione in mora nel dicembre 2021 e di un parere motivato nell'aprile 2023, la Commissione deferisce oggi l'Italia alla Corte di giustizia dell’Ue».
Per D’Alfonso «si tratta di una decisione gravissima, che scaturisce dall’inerzia anche del governo Meloni sulla questione dello spazio marittimo. La politica della tela di Penelope ha dato questi frutti: l’Unione Europea ci denuncia per comportamento omissivo in merito a una direttiva precisa. Tale deferimento si aggiunge alla procedura di infrazione avviata nel novembre scorso dall’UE contro l’Italia per l’inosservanza della direttiva Bolkestein».
Il deputato pescarese, quindi, tira le somme.
«Come ho chiesto più volte, ribadendolo anche nell’interrogazione a risposta scritta presentata al governo il 14 maggio scorso, è necessario indire le gare con l’individuazione di criteri ben definiti per consentire ai tanti operatori onesti di vedere riconosciuti l'avviamento della propria attività e gli investimenti fatti nella stessa. Le direttive europee», sottolinea, «incoraggiano in questa direzione la tutela condivisa e partecipata dello spazio marittimo corrispondente alla terra ferma delle nostre spiagge. Si potrebbero ritagliare dei livelli territoriali ottimali e, inquadrato il tipo di gara da esperire, si potrebbero stabilirne le regole, tenendo conto del valore delle gestioni precedenti, inserendo punteggi differenziati sulla base della qualità dei servizi, della sostenibilità sociale e ambientale, della sostenibilità del piano degli investimenti in relazione alla tipologia della concessione da gestire e», conclude, «della capacità di interazione del progetto da valutare con il complessivo sistema turistico ricettivo del territorio locale». (c.s.)

