Spiagge, arriva la proroga per i balneatori

Pronta la legge per bloccare la messa all’asta degli arenili. Le associazioni: sconto sulle tasse arretrate
PESCARA. Un emendamento al decreto legge sugli enti locali che verrà presentato oggi alla Camera è la ciambella di salvataggio che i balneatori attendono con ansia per le loro concessioni. Se il provvedimento dovesse passare, le spiagge non finiranno più subito all’asta, ma rimarranno nelle mani degli attuali titolari delle concessioni almeno per altri quattro anni.
Questo non è l’unico fronte su cui sta combattendo la categoria. I balneatori, colpiti dalla stangata sul Canone di occupazione del suolo pubblico arretrato da pagare, ora chiedono uno sconto sull’importo da versare per la tassa degli anni passati. Non solo. Ieri è arrivata anche la richiesta alla Regione di istituire un tavolo per ottenere un risarcimento dei danni subiti dal maltempo di venerdì e sabato scorsi.
Insomma, la categoria è in pieno fermento in questi giorni, come conferma il presidente nazionale della Cna balneatori Cristiano Tomei. «Attendiamo questo emendamento che prevede un periodo transitorio per le concessioni, in attesa di una legge di riordino», afferma, «il confronto si sposta sul governo, che deve consentire alle Regioni di legiferare in materia». «In pratica», prosegue Tomei, «chiediamo alla Regione che avvii una ricognizione sulla disponibilità delle spiagge per dimostrare che non sono una risorsa scarsa. Questo consentirebbe di fare delle gare per nuove concessioni e di stipulare dei contratti per garantire la continuità aziendale agli attuali concessionari».
Per quanto riguarda la Cosap arretrata, ossia il Canone per l’occupazione del suolo pubblico non versato negli anni scorsi da una ventina di balneatori, le associazioni di categoria si sono già mosse. «Giovedì scorso ci siamo riuniti in Regione per studiare una soluzione», rivela Tomei, «l’amministrazione regionale sta lavorando su questa cosa, perché non ha più senso che il marciapiedi rimanga al Demanio marittimo». Il riferimento del presidente dell’associazione è alla doppia imposizione che costringe i balneatori a pagare le tasse al Demanio e l’occupazione del suolo pubblico al Comune. Per questo una ventina di balneatori non ha pagato in passato la Cosap e ora si ritrova a dover versare cifre astronomiche, dopo aver perso l’ennesima causa in tribunale. Per questo Tomei chiede l’abolizione degli interessi sugli importi arretrati da pagare. Ciò comporterebbe un abbattimento di circa il 50 per cento delle somme richieste ai balneatori. Ma ieri il titolare dello stabilimento Trieste Riccardo Ciferni, uno dei concessionari coinvolti in questa vicenda, non ha escluso la possibilità di un nuovo ricorso in appello per contestare la sentenza del tribunale che ha condannato i balneatori a pagare la Cosap arretrata dal 2010 al 2015. «Ci sono arrivate richieste di pagamento fino a 300mila euro», fa presente Ciferni, «è impossibile pagare queste cifre, visto che già versiamo i canoni al Demanio».
Altre richieste arrivano dai balneatori che hanno subìto danni per il maltempo di venerdì e sabato. Il presidente della Sib Confcommercio Riccardo Padovano ha chiesto al presidente della Regione Luciano D’Alfonso l’istituzione di un tavolo per la tutela della costa abruzzese. ©RIPRODUZIONE RISERVATA

