Spiagge da vendere all’asta Il possibile rinvio al 2027

Il nuovo decreto del governo Meloni è pronto, ma i sindaci per ora sono cauti Di Giuseppantonio, delegato Anci, afferma: «Spero che mantenga gli impegni»
PESCARA. Concessioni balneari: l’ultima indiscrezione parla di una proroga fino al 30 settembre 2027 e di indennizzi basati solo sugli investimenti non ammortizzati. Lo ha scritto Il Sole 24 Ore, e da fonti abruzzesi di Fratelli d’Italia arrivano tiepide conferme.
Negli ultimi giorni le versioni del ddl che la premier Giorgia Meloni vorrebbe licenziare in settimana sono molto cambiate. Ad un primo testo in cui si parlava di uno slittamento al 2030 ha fatto seguito un perentorio stop dall’Europa che ha spinto il governo a ridimensionare le preteste.
Ma il negoziato con l’Ue avrebbe raggiunto un compromesso, incentrato su una serie di paletti e sul rinvio al 2027 delle vendite all’asta delle concessioni che, altrimenti, andrebbero fatte all’inizio del prossimo anno.
LA NUOVA BOZZA.
Secondo la nuova bozza di ddl, l’obbligo di avviare le gare è fissato entro giugno 2027, ma ai Comuni viene riservata la facoltà di anticipare i bandi. Mentre un ulteriore slittamento sarebbe concesso solo ed esclusivamente qualora dovessero sorgere “difficoltà oggettive”. Le nuove concessioni dovrebbero avere una durata minima di 5 anni e una durata massima di 20.
IL REBUS RISARCIMENTI.
Cade il diritto di prelazione per i concessionari uscenti, ma il governo ha previsto dei ristori economici per i gestori ai quali non verrà rinnovata l’assegnazione. I risarcimenti dovrebbero essere calcolati sulla base del valore patrimoniale, reddituale e dei soldi spesi nella struttura per gli investimenti effettuati nel corso degli anni o per i danni subiti da eventi naturali, a patto che siano stati debitamente dichiarati alle autorità competenti.
GLI ALTOLà.
Sul nodo delle concessioni balneari, l’Italia è sotto procedura d’infrazione da novembre 2023 per la «non corretta applicazione della direttiva 2006/123/Ce», meglio nota come direttiva Bolkestein.
Si tratta di una di una delle 72 procedure d’infrazione che la Commissione europea ha avviato a carico dell’Italia.
Nel caso specifico, la legislazione europea prevede gare libere per assegnare le concessioni demaniali di chi deve gestire le spiagge. Lo scopo è quello di evitare che si creino monopoli e alterazioni nel mercato. Con il fine anche di garantire servizi adeguati e prezzi concorrenziali ai cittadini grazie a procedure aperte, pubbliche e basate su criteri non discriminatori, trasparenti e oggettivi. Consiglio di Stato Autorità garante della concorrenza e del mercato hanno dato ultimatum sia al governo sia ai Comuni per avviare le gare entro la fine del 2024. E lo hanno già fatto diverse volte, senza prova d’appello, tant’è che i sindaci commentano in modo cauto, per non usare il termine “scettico”, la novità emersa negli ultimi giorni dell’ulteriore proroga al 2027. Potrebbe trattarsi di un ennesimo annuncio propagandistico.
PAROLA ALL’ANCI.
«Con la conclusione della stagione balneare, è imperativo affrontare con urgenza la questione delle concessioni balneari. La riforma, con le sue continue indiscrezioni su proroghe, indennizzi e investimenti non ammortizzati, sta creando solo caos. Questa situazione grava pesantemente sui Comuni, che si trovano a dover gestire da soli tutte le incertezze legate alla legge e alla giurisprudenza in materia». Così esordisce Enrico Di Giuseppantonio, sindaco di Fossacesia e delegato Anci Abruzzo per il demanio marittimo.
«È essenziale che il Governo prenda una decisione definitiva per garantire stabilità e trasparenza nel settore», sottolinea Di Giuseppantonio che annuncia: «I 19 Comuni della costa abruzzese sono uniti. Nelle prossime settimane terremo un incontro per fare il punto sulla situazione. Il governo ha annunciato di risolvere la questione entro questa settimana. Confidiamo che mantenga fede agli impegni presi, evitando di scaricare ulteriori responsabilità su di noi, ed esprimiamo tutta la nostra solidarietà ai balneatori, che stanno affrontando un momento di grande incertezza». (l.c.)

