Spiagge libere a numero chiuso Ma su spese e vigilanza è un rebus

20 Maggio 2020

Ecco il protocollo regionale: un bagnante ogni 10 metri quadri e assembramenti vietati a riva Gestione affidata ai Comuni, rimane l’ipotesi delle app per una turnazione oraria. Chiusure di notte

PESCARA. Da un lato l’opportunità di utilizzare gratuitamente gli arenili, dall’altro l’esigenza di garantire le misure a contrasto del contagio. Come fare? Un bel dilemma in una regione che conta circa 100 chilometri di spiagge libere. Solo tra Pescara sud e Montesilvano sono 14 i tratti non attrezzati. Poi vi sono i grandi spazi, dalle suggestive calette della Costa dei trabocchi alla riserva di Punta Aderci a Vasto, fino alle frequentatissime dune della Torre del Cerrano tra Silvi e Pineto. La Regione ha stilato un dettagliato protocollo (accompagnerà l’ordinanza in arrivo nelle prossime ore, salvo modifiche), recependo quelle che sono le indicazioni nell’ultimo Dpcm del governo Conte. Ma i Comuni, chiamati alla gestione senza indicazioni di coperture economiche, sono in fibrillazione.
LE AZIONI PREVISTE. Al tema spiagge libere è dedicato un lungo capitolo. Il protocollo contempla «disposizioni volte a limitare lo stazionamento dei bagnanti sulla battigia per evitare assembramenti» ed evidenzia che è necessario «mappare e tracciare il perimetro di ogni allestimento (ombrellone-sdraio-sedia)», ad esempio «con posizionamento di nastri (evitando comunque occasione di pericolo) per permettere agli utenti un corretto posizionamento delle attrezzature proprie nel rispetto del distanziamento e al fine di evitare l’aggregazione».
APP E PARCHEGGI. L’indicazione è quella di «definire turnazioni orarie, mediante la prenotazione degli spazi codificati, anche attraverso utilizzo di app/piattaforme on line». Al fine di favorire la prenotazione «può essere valutata la possibilità di prenotare contestualmente anche il parcheggio, prevedendo anche tariffe agevolate, ove possibile». Senza dimenticare le «opportune misure di pulizia della spiaggia e di igienizzazione delle attrezzature comuni».
GESTIONE AI COMUNI. Le spiagge libere, precisa la Regione, ricadono sotto «la gestione diretta dei Comuni». Che cosa devono fare i sindaci? Così il protocollo: «devono garantire l’adozione di misure di mitigazione del rischio analoghe a quelle previste per gli operatori-gestori degli stabilimenti, incluse, in particolare, la regolamentazione degli accessi per evitare assembramenti e garantire il distanziamento sociale; l’informativa e il rispetto delle misure di mitigazione di rischio da parte dei bagnanti; l’affissione nei punti di accesso – che dovranno essere puntualmente individuati – alle spiagge libere di cartelli in diverse lingue contenenti indicazioni chiare sui comportamenti da tenere, in particolare il distanziamento sociale di almeno un metro e il divieto di assembramento; le procedure di pulizia e sanificazione delle eventuali attrezzature promiscue presenti, come i servizi igienici; il controllo del rispetto delle misure da parte dei fruitori delle spiagge. La regolamentazione delle spiagge libere può essere garantita anche attraverso idonee convenzioni con soggetti pubblici e privati da attivare a cura del Comune territorialmente competente».
COME GESTIRLE. Per le spiagge libere di piccole-medie dimensioni «i Comuni potranno valutare la possibilità di affidare parte delle stesse a strutture ricettive turistiche che non possono ricevere il consueto servizio dagli stabilimenti balneari; beninteso con l’onere di assicurare la gestione-vigilanza del rimanente tratto a uso della collettività». Per le spiagge libere periferiche di grandi dimensioni, invece, «coinvolgere nella gestione associazioni Onlus ambientalistiche o la Protezione civile per il rispetto delle norme Covid e laddove non fosse possibile munire le stesse di adeguata cartellonistica riportante in modo semplice e sintetica i relativi comportamenti».
IL NODO. Non ci sono riferimenti a coperture economiche. Ed è questo l’aspetto da chiarire. «O la Regione ci aiuta economicamente, oppure sarà difficile per noi, se non impossibile, garantire la gestione delle spiagge libere»: parole di Gianguido D’Alberto, presidente regionale Anci, l’Associazione dei Comuni.
BANDO A GIULIANOVA. Il Comune di Giulianova ha bruciato le tappe con un apposito bando “Per l’affidamento e gestione temporanea per il 2020 dei tratti di spiagge libere” prioritariamente «ai titolari di concessioni demaniali confinanti, secondariamente, ai gestori di strutture ricettive limitrofe e, quindi, a operatori privati, singoli o associati, a cooperative e altro».
IL DISTANZIAMENTO. In base alle indicazioni regionali, «deve essere assicurato il distanziamento fisico in ogni circostanza e la posa di ombrelloni, lettini, sdraio, teli da mare da parte di privati cittadini dovrà rispettare la distanza minima di 3,50 metri da palo a palo per gli ombrelloni e di 1,50 metri tra i lettini, sdraio, teli da mare». Il distanziamento fisico «può essere derogato per le persone facenti parte del medesimo nucleo familiare o conviventi fornendo apposita documentazione (qualora venisse richiesta)».
MISURE SEVERE. Nel protocollo «si raccomanda» alle autorità sanitarie e ambientali «la possibile adozione di misure più restrittive di quanto indicato, come, ad esempio, una limitazione di accessi più stringente (fino all’interdizione della balneazione) nel caso di ambienti ad elevata frequentazione o condizioni meteo marine che precludano il ricambio d’acqua. I Comuni potranno emettere ordinanze di divieto di accesso alle spiagge nelle ore notturne (da mezzanotte alle 6), per ragioni di sicurezza e pubblica incolumità, limitatamente alle aree in concessione demaniale».
WEEKEND A RISCHIO. Nel documento, si fa presente che le spiagge libere rappresentano particolari criticità in merito al contenimento dell’epidemia nei weekend e in alta stagione estiva.
CONTINGENTAMENTO. I Comuni sono chiamati ad adottare misure preventive di carattere generale: individuazione e regolamentazione degli accessi; determinazione del numero massimo degli utenti “contingentamento” sulla base del rapporto di metri quadri 10 a persona per evitare assembramenti e garantire il distanziamento; segnalare il divieto assoluto di stazionamento/assembramento della battigia con specifica cartellonistica posizionata nei pressi della stessa; promozione di ogni possibile azione di informazione e sensibilizzazione.
©RIPRODUZIONE RISERVATA