Spiagge libere affidate ai Comuni oggi l’ordinanza per l’apertura

27 Maggio 2020

Raggiunto l’accordo tra Regione e Anci: vincoli più soft e maggior flessibilità su vigilanza dei litorali L’assessore Campitelli: «Siamo andati incontro alle esigenze dei sindaci e la stagione partirà»

PESCARA. Giovedì il vertice per aprire il confronto, ieri è stata raggiunta l’intesa e per oggi è attesa l’ordinanza regionale che regolamenterà l’apertura delle spiagge libere. La stagione balneare è alle porte e da venerdì i litorali abruzzesi saranno ufficialmente aperti. «La stagione balneare partirà regolarmente venerdì», conferma Mauro Febbo, l’assessore regionale al Turismo, che spiega in che modo verranno riavviate le spiagge libere, dopo il vertice con i Comuni di giovedì. «Abbiamo condiviso il documento dei sindaci abruzzesi e saranno loro i responsabili delle spiagge. Prendiamo atto delle proposte dell’Anci e le accettiamo, calcolando che la riapertura è vicinissima», sottolinea Febbo.
LA TRATTATIVA
La scorsa settimana, infatti, era marcata la disapprovazione dei 19 Comuni della costa abruzzese sul punto 15 del protocollo 3, quello relativo alla sicurezza delle attività ricreative di balneazione e in spiaggia. Punto 15 che nello specifico detta le linee guida per la gestione delle spiagge libere, vero nodo di questi giorni di fronte alle riaperture e all’emergenza pandemia.
Le rimostranze dei sindaci, da Martinsicuro a San Salvo, sono state portate sul tavolo della Regione, in un confronto con gli assessori Nicola Campitelli (Demanio) e Febbo (Turismo).
I Comuni hanno chiesto e ottenuto che il punto 15 venisse ampiamente modificato e asciugato. E così è stato. «Le spiagge libere ricadono sotto la gestione diretta del Comuni, finalizzate dalla necessità di libera e gratuita fruizione della collettività con attrezzatura balneare propria», si legge nel documento che è stato approvato dalle parti e che oggi sarà tramutato in ordinanza.
SI PARTE
«Stiamo finendo di predisporre l’ordinanza», spiega l’assessore al Demanio, Nicola Campitelli. «Abbiamo condiviso la linea con l’Anci, andando incontro alle esigenze dei sindaci, che saranno i responsabili, e la stagione partirà regolarmente».
Campitelli è soddisfatto dell’intesa raggiunta, visto che l’Abruzzo ha circa 100 chilometri d’arenile senza strutture ricettive, alcuni dei quali in riserve naturali di rara bellezza. «Abbiamo trovato la quadra, anzi, anche di più, visto che, sia per i Comuni e sia per i balneatori, abbiamo previsto nell’ultimo progetto di legge (118), ben 3 milioni di euro per andare incontro alle esigenze dei sindaci per la gestione e vigilanza delle spiagge libere. Abbiamo semplificato e snellito l’ordinanza, dando pieno potere ai sindaci nel rispetto delle norme anti-Covid, a partire dal distanziamento sociale. Saranno i Comuni a vigilare sulle spiagge anche con la possibilità di stipulare accordi con soggetti privati e associazioni. Tuttavia», continua Campitelli, «bisogna rimarcare sempre la collaborazione dei cittadini. Noi confidiamo molto in questo, senza diventerebbe impossibile gestire per i sindaci i tanti chilometri di spiaggia. La nostra ordinanza testimonia il fatto che noi siamo vicini ai sindaci e non vogliamo lasciarli soli».
LE REGOLE
Per l’utilizzo delle spiagge libere i Comuni devono garantire l’affissione nei punti di accesso di cartelli in diverse lingue contenenti indicazioni chiare sui comportamenti da tenere, in particolare il distanziamento sociale di almeno un metro ed il divieto di assembramento. Inoltre, devono essere assicurate opportune misure di pulizia della spiaggia e di igienizzazione delle attrezzature comuni, come i servizi igienici. I fruitori della spiaggia libera, nel posizionamento delle proprie attrezzature (ombrelloni, lettini e sdraio) dovranno rispettare le misure di distanziamento per i complessi balneari.
Nel frattempo, alcune giunte comunali hanno definito bandi per assegnare, ad associazioni o balneatori confinanti, dei tratti di spiaggia libera in modo da garantire cura e vigilanza.
LE STIME
Insomma, la stagione balneare è pronta ad accendere i motori. «Qualcosa perderemo in termini di presenze, ma non più delle altre regioni», spiega Mauro Febbo, parlando delle proiezioni sulle presenze turistiche in Abruzzo.
«La nostra regione è caratterizzata da un turismo domestico, con flussi provenienti da Lazio, Campania e Puglia e che non dovrebbero mutare. L’unico problema potrebbe riguardare i tanti turisti lombardi e piemontesi che di solito scelgono l’Abruzzo. In questo caso credo che i numeri possano scendere».
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