Spiagge libere senza bagnini Non c’è ancora il via libera

29 Maggio 2020

Le amministrazioni potranno cedere la gestione ad altri soggetti pubblici o privati Per i bagnanti stesse regole di distanziamento da rispettare delle spiagge attrezzate

PESCARA. Se tra qualche giorno riparte la stagione balneare, resta comunque aperto il capitolo spiagge libere, che merita un discorso a parte.
Per la loro caratteristica di gratuità e di utilizzo senza particolari vincoli da parte dei bagnanti, infatti, le spiagge libere comportano tutta una serie di problematiche specifiche sia per quanto riguarda il rispetto del distanziamento fisico che delle altre regole generali.
La Regione tende a puntare particolarmente, come indicato nell’Ordinanza del 16 maggio scorso, sulle azioni di sensibilizzazione dell’utenza, attraverso una massiccia azione di informazione da espletare su vari canali, non ultimi quelli “social”, per invitare alla responsabilizzazione personale dei fruitori e dei turisti. Sulle spiagge dovranno essere messi a questo scopo cartelli informativi chiari e ben visibili sulle norme e sulle regole da rispettare.
Saranno i Comuni, che gestiscono direttamente le spiagge libere, ad avere l’onere di regolamentare l’accesso alle aree e di assicurare la pulizia dell’arenile, oltre che delle attrezzature comuni e dei servizi igienici.
Proprio per assicurare il rispetto delle norme di distanziamento e dei corretti comportamenti, i Comuni potranno prevedere limitazioni riguardanti il numero massimo di persone che possono accedere contemporaneamente alle spiagge. Per aiutare gli utenti a posizionare in modo corretto ombrelloni, sdraio e lettini, potranno essere allestite delle segnalazioni guida che indichino il giusto distanziamento da mantenere, che è lo stesso osservato negli stabilimenti balneari. Quindi, tre metri e mezzo tra un ombrellone e l’altro (12 mq di spazio per ciascun ombrellone) e un metro e mezzo tra un lettino o una sdraio e l’altro. Questo distanziamento fisico può essere ridotto per le persone che fanno parte dello stesso nucleo familiare, da dichiarare tramite autocertificazione.
Le attività di controllo e pulizia delle spiagge potranno anche essere affidate dai Comuni, tramite convenzioni, ad altri soggetti pubblici, privati o del terzo settore, che siano in grado di mettere in campo personale già formato.
Le amministrazioni locali possono anche installare opportuna segnalazione riguardante il divieto di balneazione delle acque oppure prevedere limitazioni di accesso alle spiagge libere nelle ore serali e notturne, per ragioni di sicurezza e di pubblica incolumità.
Pur essendo responsabili nel garantire tutte le condizioni necessarie per il rispetto delle regole delle linee guida, i Comuni non sono però direttamente responsabili di eventuali condotte contrarie da parte dei cittadini.
I Comuni, vista la particolare onerosità sia in termini economici che di impegno che comporta il dover gestire personalmente le aree demaniali, potranno anche valutare la possibilità di affidare parte delle spiagge di piccole o medie dimensioni a strutture ricettive o turistiche. Per la gestione delle spiagge libere periferiche di grandi dimensioni, invece potranno essere coinvolte associazioni onlus, ambientaliste o di protezione civile. (s.d.n.)
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