«Spiazzati dalle bollette e dalla burocrazia»

21 Novembre 2022

Armenti (Confcommercio): «Prima il Covid e ora i rincari, ma restiamo ottimisti per questo Natale»

PESCARA. Burocrazia e bollette. Sono due grandi freni per le attività della ristorazione. «Dopo una bellissima stagione, da Pasqua a ottobre, il settore è stato travolto dalle bollette e i guadagni sono stati destinati al pagamento di luce e gas», dice il rappresentante di Confcommercio Banqueting e Catering Gabriele Armenti (Gabrielino, Picciano). «Prima c’è stato il Covid. Poi, il tempo di riprendersi, ed è arrivata la nuova emergenza delle bollette. Le amministrazioni», suggerisce Armenti, «dovrebbero guardare con più attenzione alle attività artigiane, quelle sotto casa, tutelando i prodotti di nicchia» e salvaguardando gli operatori, obbligati a «incombenze» che si traducono in «costi e sanzioni. In molti casi ci si trova costretti a chiudere. La burocrazia non solo porta ad abbassare le saracinesche ma frena chi vuole aprire, per cui andrebbe alleggerita». Ora si attende «una ventata di ottimismo dal Natale» ma anche dei provvedimenti del governo «in favore del settore», conclude Armenti che chiede di «limitare la nascita di altre catene» e di «far pagare le tasse alle grandi piattaforme». Da Montesilvano Claudio Mottini (Lecky Horn) parla dei «costi energetici insostenibili per le nostre attività. Le bollette vanno pagate e pagate subito mentre l’effetto del credito d’imposta si avverte in un secondo momento. I soldi per pagare le bollette da qualche parte si devono prendere. Dove? Dai nostri guadagni». Un quadro desolante perché «chi guadagna poco non ha alternativa: dovendo sostenere tutti i mesi spese esagerate per le bollette, può solo chiudere. Chi lavora, invece, ritocca un po’ i prezzi e cerca di stare dietro alle bollette. Ma se un’attività resta in piedi, sa bene che non guadagna». Un’analisi non proprio confortante anche se Mottini non ha subito personalmente gli aumenti energetici, «avendo il contratto bloccato fino a febbraio». Purtroppo, pero, i rincari energetici sono solo uno dei problemi di questo periodo. «Le bollette sono la cosa più evidente» ma poi c’è il resto. Un esempio? «I pelati. Sono passati da 2 euro a 3,50 alla confezione? Quasi l’80% in più». (f.bu.)