Spoil system: così D’Eramo “ruba” il posto a Bellachioma

13 Settembre 2019

L’AQUILA. Si chiama spoil system ma, nella realtà, diventa sempre di più una prova di egemonia della Lega sugli altri partiti che compongono la maggioranza in Regione. E nella Lega chi cerca di avere...

L’AQUILA. Si chiama spoil system ma, nella realtà, diventa sempre di più una prova di egemonia della Lega sugli altri partiti che compongono la maggioranza in Regione. E nella Lega chi cerca di avere più potere decisionale è il deputato Luigi D’Eramo, che sulla carta è il numero due in Abruzzo, ma nei momenti topici è in prima linea.
Come del resto è accaduto ieri pomeriggio all’Aquila dove è andato in scena il terzo round di uno spoil system non ancora definito del tutto, ma di fatto abbozzato per un buon 80 per cento. Uno spoil system con il Carroccio asso pigliatutto. Ieri, gli assenti eccellenti erano, nell’ordine, il governatore Marco Marsilio, il segretario della Lega, Giuseppe Bellachioma e la componente dell’Udc, cioè Enrico Di Giuseppantonio e Marianna Scoccia che, tra domani e domenica, incontrerà a Fiuggi il proprio leader nazionale, Lorenzo Cesa, per decidere se mettere in atto una volta per tutte lo strappo dalla maggioranza che c’è già nei fatti. Non tanto perché la presidenza della Commissione statuto è finita al forzista Umberto D’Annuntiis, e non alla Scoccia, ma perché, dopo 180 giorni di governo, Marsilio non si è ancora pronunciato in modo chiaro sulla presenza o meno dell’Udc nella sua maggioranza, lasciando che sia la Lega, anche in questo caso per bocca di D’Eramo, a sbarrare le porte alla Scoccia. La stessa Lega che ieri all’Aquila si è assicurata altre poltrone di prestigio.
D’Eramo, affiancato da Quaresimale, ha tenuto banco persino rimettendo in discussione, con l’appoggio di Lorenzo Sospiri (presente per Forza Italia insieme al coordinatore regionale Nazario Pagano) la delibera portata in giunta dall’assessore e compagno di partito, Piero Fioretti, sull’Asp di Pescara. Ed è sempre il Carroccio che riesce a prendersi l’Izs di Teramo, scalzando l’avvocato Giandonato Morra (Fratelli d’Italia) che viene relegato sulla poltrona del difensore civico regionale. Così come sulla richiesta pressante del presidente Marsilio di assegnare la Fira, la finanziaria regionale, al partito della Meloni, la Lega ha posto il veto dopo aver ricordato ai meloniani del governatore, ieri rappresentati dal coordinatore Etel Sigismondi e dal capogruppo regionale Guerino Testa, di essersi già assicurati Abruzzo Sviluppo (da affidare all’economista Stefano Cianciotta).
L’egemonia leghista è stata poi ribadita nella spartizione delle Ater abruzzesi (tre al partito di Salvini, le altre due a Forza Italia e Fdi), così come la Saga e l’Arta che, seppure dovranno rispettare i tempi della scadenza naturale dei mandati, finiranno nelle mani del Carroccio. Arrivano poi le conferme sulle Adsu, una a testa: l’Aquila a Fdi, Teramo alla Lega, mentre Chieti-Pescara a Forza Italia che si assicura pure l’Ente porto di Giulianova, per ora ancora presieduto da Marco Verticelli. Agli azzurri va anche la Sangritana come compensazione dell’Ater di Lanciano Vasto destinata sempre alla Lega, insieme a quelle di Teramo e dell’Aquila, mentre Chieti finirà a Fratelli d’Italia. Infine c’è il rinvio dell’Ersi mentre in coda alla riunione si aggiungono altre poltrone di peso intorno alle quali si sta consumando una spartizione pesata con il bilancino. Ma tra qualche giorno sapremo anche di queste. (l.c.)