Spoil system in Regione: FdI fa la parte del leone

Il partito di Marsilio controllerà il 50% delle società partecipate, a FI il 25 % Alla Lega, che dominava, resta solo il 10%. Ma ha un asso da giocarsi subito
PESCARA. La parte del leone questa volta tocca a Fratelli d’Italia ma la Lega non sarà fagocitata in un sol boccone. Il centrodestra ha dato il via alle operazioni di Spoil system. A cento giorni dalla vittoria alle regionali, la coalizione di maggioranza, guidata dal presidente Marco Marsilio, che per ora lascia fare ai suoi sottoposti, ha mosso il primo passo per rivoluzionare le posizioni di vertice nelle società partecipate e negli enti controllati dalla Regione.
Manuale Cencelli alla mano: ciò che nel 2019 finì nel carniere della Lega ora deve necessariamente passare nelle mani del partito di Giorgia Meloni. In ballo ci sono posti di responsabilità e potere: dalla Saga alla Tua, dall’Arap ad Abruzzo Progetti e dalle Ater alle Adsu. Ma il peso dei partiti è cambiato: a Fratelli d’Italia, che la volta scorsa si accontentò delle briciole, ora spetta il 50% delle posizioni in ballo. Un ulteriore 10% andrebbe alla lista civica del presidente.
A Forza Italia invece andrebbe la quota del 25%; alla Lega il 10% e infine il 5% a Noi Moderati. Il prezzo più alto, quindi, lo pagherà il partito di Luigi D’Eramo che però ha un jolly, da giocarsi subito, che gli dà un maggior margine di scelta. Le nomine dei presidenti nelle partecipate, infatti, sono temporalmente sfalsate rispetto a nuova giunta e Consiglio regionale. Alcune di queste cariche, rinnovate da poco, potranno quindi sopravvivere per altri due anni, se non tre, impedendo l’estromissione a breve periodo della Lega che però dovrà poi farsi da parte. In parole semplici: gli avvicendamenti ci saranno ma, per ora, è possibile solo pianificarli a lunga scadenza.
Di questo, in sintesi, si è preso atto nel primo vertice del centrodestra per lo Spoil system andato in scena venerdì scorso a Pescara, nella sede di Forza Italia, alla presenza di segretari e capigruppo dei partiti. Marsilio non c’era né parteciperà al secondo round che si disputerà venerdì prossimo.
I partiti della coalizione, finora, hanno trovato un solo accordo, perorato dal fronte dei consiglieri regionali che prenderanno parte alla prossima riunione. Ed è quello del cambio radicale di presidenze e cda nelle società partecipate ed enti controllati, con pochissime eccezioni. Non sono stati fatti i nomi ma solo ipotesi.
La Lega potrebbe perdere da subito la Saga oppure, se vorrà tenersi la società che gestisce l’aeroporto d’Abruzzo, dovrà lasciare a FdI, quando sarà possibile, l’Arta o l’Asr, che però non rientrano nelle logiche prettamente da Spoil system in quando sono guidate da direttori. Che, peraltro, nel caso dell’Agenzia Sanitaria è stato confermato da pochi mesi per altri due anni.
Per la Tua, ora in quota Forza Italia, è tutto rimandato al 2025. Idem per la Fira. In scadenza, invece, è l’Ersi, che si occupa del sistema idrico colabrodo d’Abruzzo. Così come lo è Abruzzo Progetti che ha convocato l’assemblea per oggi e cambierà di certo il suo vertice. Ma sarà un derby tutto aquilano e in casa di FdI.
Tra le Asl quella in scadenza (il 21 giugno) è l’aquilana. Ma il manager uscente – dicono i ben informati – sarà confermato. Non è così per le cinque Ater: tre andranno a FdI e una a ciascuno degli alleati, FI e Lega. Le Adsu una a testa. Mentre per Areacom, ex Aric, guidata da un direttore, si va verso la riforma, annunciata da Marsilio, con lo sdoppiamento delle funzioni di informatica e committenza. E in cauda venenum l’Arap andrebbe verso il commissariamento. La legge lo permette.
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