Spoltore, aumenta l’Irpef scontro sull’aliquota unica
La maggioranza Di Lorito alza l’addizionale comunale allo 0,8 per cento I redditi di 13 mila euro equiparati a quelli di 70 mila. Protesta in consiglio
SPOLTORE. Che differenza c’è tra guadagnare 13 mila euro all’anno o 70 mila? Chiedetelo ai residenti di Spoltore: dopo il consiglio comunale di martedì scorso, hanno capito che, in fondo, è la stessa cosa. A partire da 13 mila euro in poi, i residenti pagheranno tutti l’Irpef maggiorata. La maggioranza del sindaco Pd Luciano Di Lorito ha introdotto un’aliquota unica dello 0,80 per cento per i redditi superiori a 13 mila euro. Una decisione che apre la polemica tra maggioranza e opposizione: «Una scelta che guarda solo all’incasso», ha detto il consigliere Edoardo Diligenti. Per l’assessore Chiara Trulli, invece, aumentando l’Irpef a quelli che guadagnano da 13 mila euro in su «si va incontro alle esigenze dei più deboli».
Diligenti contesta l’aliquota unica e sostiene che il Comune poteva introdurre scaglioni: «Una scelta che doveva essere modulata, specie per un periodo di crisi come questo», sottolinea, «abbiamo manifestato con forza la nostra contrarietà e la scelta ha il sapore di una necessità forzata da parte dell’amministrazione per mettere riparo a qualche mancato gettito o a tagli più incisivi sulla spesa non effettuati».
Secondo il sindaco, le aliquote dell’Imu e della Tasi non hanno subito modifiche rispetto al 2014: «Ma per quanto riguarda la terza componente della Iuc, ossia la Tari (tassa sui rifiuti), ci sono delle novità», spiega Di Lorito, «le nuove attività produttive con sede a Spoltore, ossia quelle registrate alla Camera di Commercio dal primo gennaio 2015 e quelle che a partire dalla stessa data si sono trasferite da un altro comune, possono usufruire di una riduzione del 50 per cento per i primi tre anni di attività. La stessa agevolazione è prevista per le attività stagionali. Un segnale positivo», dice il sindaco, «una ulteriore riduzione della Tari per le nuove imprese rientra in una gestione della cosa pubblica efficiente e più vicina alle necessità dei cittadini».
Ma l’Irpef è salita e da 13 mila euro in poi è uguale per tutti: «Una scelta», spiega l’assessore Trulli, «che ha l’obiettivo di garantire e salvaguardare gli equilibri di bilancio del Comune andando incontro alle esigenze dei più deboli e bisognosi: pensionati e lavoratori con i redditi più bassi e dunque meritevoli di maggiore protezione e tutela. Abbiamo quindi lavorato per mantenere inalterata l’Imposta unica municipale, introducendo riduzioni per evitare di tassare la casa. L’Italia è un paese in cui quasi tutti hanno una casa, ma il lavoro purtroppo no», osserva Trulli, «sono troppi quelli che lo perdono o non l’hanno mai avuto e, pertanto, dovendo incrementare il gettito per mantenere gli equilibri di bilancio e la capacità di far fronte alle spese correnti, abbiamo preferito introdurre un’aliquota unica sull’addizionale comunale Irpef».
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