Spoltore, case protette per malati psichici

31 Maggio 2016

SPOLTORE. Il Comune intende realizzare, con il dipartimento di salute mentale della Asl, un gruppo appartamento per pazienti psichiatrici. Si tratta di un servizio che fornisce assistenza a persone...

SPOLTORE. Il Comune intende realizzare, con il dipartimento di salute mentale della Asl, un gruppo appartamento per pazienti psichiatrici. Si tratta di un servizio che fornisce assistenza a persone con disabilità psichica non grave, in sostituzione o in alternativa al nucleo familiare d'origine.

Nell'appartamento protetto, che ospita fino a 5 persone, i pazienti vengono seguiti dagli operatori, nell'ambito di un progetto educativo, per far loro acquisire autonomia nelle attività quotidiane. Lo ha annunciato il vice sindaco e assessore alle politiche sociali, Carlo Cacciatore nei giorni scorsi, nella pinacoteca della Società operaia, in occasione della presentazione del libro "Posso sedermi un minuto?".

Scritto da pazienti psichiatrici e dalla psicologa Milena Mancini, pubblicato dall'associazione Cosma (coordinamento salute mentale Abruzzo) con il contributo della fondazione Pescarabruzzo, il volume raccoglie poesie e pensieri. È il frutto di un percorso riabilitativo di due anni, che ha dato vita a un unico racconto, filo conduttore delle sensazioni e dei sentimenti, spesso nascosti da chi soffre.

«Incontro, arrivo e abbraccio: sono i momenti che scandiscono il testo, ma anche la metafora della vita. L'abbraccio non è necessariamente fisico, è fatto di condivisione, parole, emotività» afferma la coautrice. «Il dolore ammutolisce. Questo progetto nasce con l'obiettivo di far tornare la parola, in tal caso narrare significa ricostruire».

Alla presentazione del volume, organizzata dal Comune, coordinata dal giornalista Carlo Giannascoli, hanno partecipato, oltre al vice sindaco Cacciatore, il consigliere delegato alla Cultura Francesca Sborgia, e Tiziana Arista, presidente di Cosma. «Nella vita ogni incontro ci arricchisce, proprio come quello fatto con questo libro», le parole della Sborgia.

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