Spoltore con Coldiretti per dire no al Ceta

1 Agosto 2017

Sostegno alla battaglia sull’azzeramento delle barriere tariffarie tra Ue e Canada

SPOLTORE. L’amministrazione municipale di Spoltore aderisce alla battaglia di Coldiretti contro il Ceta (comprehensive economic and trade agreement) tra Unione Europea e Canada approvato dal parlamento comunitario lo scorso febbraio.
Lo ha deciso la giunta guidata dal sindaco, Luciano Di Lorito. Una scelta motivata, è scritto nella delibera, «anche dalla necessità di tutelare gli interessi dei cittadini e delle imprese agricole del nostro Comune».
Il Ceta è un accordo commerciale che prevede l'azzeramento di oltre il novanta per cento delle barriere tariffarie e la semplificazione del sistema di regole per la produzione e standard qualitativi.
Per questo Coldiretti ha lanciato un allarme e chiede di sollecitare Parlamento e governo nazionali a impedire l'entrata in vigore nel nostro Paese del Trattato Ceta, arrestando il processo di ratifica dell'accordo in Italia e adottando ogni iniziativa necessaria ad ostacolare l'applicazione del Trattato.
L'Unione Europea è il secondo partner commerciale per il Canada dopo gli Usa e rappresenta circa il 10 per cento del suo commercio estero. Allo stesso tempo, il Canada è solo il 12° partner commerciale dell'Ue: obiettivo fondamentale del Ceta è la progressiva liberalizzazione degli scambi tra Europa e Canada andando a introdurre delle restrizioni per i commerci con i paesi che non fanno parte dell'accordo.
«Il Ceta» sottolinea Coldiretti Abruzzo «colpisce il vero made in Italy e favorisce la delocalizzazione, con riflessi pesantissimi sul tema della trasparenza e delle ricadute sanitarie e ambientali. Secondo Coldiretti, nei trattati, va riservata all’agroalimentare una specificità che tuteli la distintività della produzione e possa garantire la tutela della salute, la protezione dell’ambiente e della libertà di scelta dei consumatori».
«Garantire una maggiore fluidità negli scambi tra Canada e Italia è cosa giusta» osserva l'assessora comunale Chiara Trulli, «ma questo non deve andare in nessun caso a detrimento dell'esigenza primaria di tutelare il made in Italy e i nostri produttori».
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