Spoltore fa il bilancio dell’emergenza Covid

Il sindaco Di Lorito: «Ogni vita persa è un fatto grave, contagio contenuto dai cittadini all’altezza»
SPOLTORE. Nel consiglio comunale di giovedì il sindaco Luciano Di Lorito ha presentato una relazione su tutto il periodo emergenziale legato all’epidemia di coronavirus nel territorio comunale. Una fase che, è l’auspicio di tutti, si sta concludendo e sulla quale è quindi possibile accennare un bilancio. In questo momento ci sono 29 cittadini di Spoltore positivi al Covid-19: «Complessivamente», riferisce Di Lorito, «si sono ammalate 61 persone, di cui 27 guarite, 20 sono ancora in assistenza domiciliare, 5 in ospedale ma nessuna in rianimazione, 4 sono ospiti di Rsa. Ci sono poi 5 persone, purtroppo, che ci hanno lasciato, e colgo l'occasione per rinnovare ai familiari le mie condoglianze».
Un bilancio descritto in ogni caso come «pesante perché anche una sola vita persa è un fatto grave». Ma allo stesso tempo, finora, la diffusione del contagio è rimasta abbastanza contenuta. «Un risultato possibile», sostiene il sindaco, «grazie al senso civico dei cittadini che si sono dimostrati all’altezza della situazione».
Sono state poi fornite delle stime sugli interventi di controllo: «La polizia locale ha impiegato quotidianamente dagli otto ai dieci vigili, in alcuni casi anche dodici. Le persone controllate sono state tra le 500 e le 600».
Circa tremila sono state invece le telefonate di richieste informazioni rendicontate dalla polizia locale. Un ruolo importante è stato ricoperto anche dalla stazione locale dei carabinieri, guidata da Enrico Bicocca, che ha fatto circa mille controlli. Ma il maggiore impegno è stato rivolto all’emergenza sanitaria: «All’assistenza alla popolazione, in particolare delle persone contagiate», continua Di Lorito, «sul nostro territorio abbiamo una Rsa con 110 pazienti, e 2 case di riposo, che ospitano la cosiddetta parte fragile della popolazione. Forse poca attenzione è stata dedicata al mondo sanitario, che dovrebbe curare ma in realtà in questa fase ha generato, per lo meno su Spoltore ma mi sembra di capire un po’ ovunque, dei numeri alti di contagi».
Il sindaco ricorda inoltre che «l’amministrazione ha cercato di farsi sentire quotidianamente verso i familiari dei malati in un momento di grande smarrimento, perché si è interrotto quasi subito il contatto tra sanità e paziente: ci siamo occupati dunque di sollecitare dimissioni, attivazioni di Adi, prescrizioni mediche, tutto un mondo non ha funzionato nella fase critica: ci sono stati tamponi i cui risultati sono arrivati 20 giorni dopo, i tamponi del primo aprile sono arrivati il 22, le persone vedevano entrare i loro cari nelle ambulanze e poi non ne avevano più notizia, non sapevano a volte neppure se erano ancora vive o morte».

