Spoltore, Febo lascia Forza Italia

L’accusa della consigliera: «Partito non trasparente, siamo solo portatori di voti»
SPOLTORE. Marina Febo, vice presidente del consiglio comunale di Spoltore, lascia Forza Italia accusando il partito di Silvio Berlusconi di «deriva antidemocratica e personalistica». Lo annuncia in una nota al vetriolo nella quale rimarca più volte come la recente crisi regionale le abbia dato «l'occasione per prendere la decisione definitiva alla quale pensavo già da tempo e che ho maturato a lungo».
Nella lunga lista di motivazioni, spicca la mancata condivisione nella gestione del partito «sia a livello regionale che nazionale», sottolinea. «Non viene mai organizzata una riunione», specifica la consigliera di Spoltore, «le decisioni sono prese in modo autonomo da parte di pochi, il coordinatore regionale viene nominato dal nazionale senza che abbia consenso a livello locale o regionale, i candidati e i militanti vengono usati solo come portatori di voti da usare nelle campagne elettorali, i giovani sono una vetrina da mostrare per dare un'immagine fresca, senza essere mai minimamente valorizzati. Inoltre, l'attività del partito e le posizioni politiche assunte dagli eletti non sono trasparenti e quindi non vi è alcun modo di controllare l'attività che viene svolta e quindi gli obiettivi che realmente si perseguono».
«Il livello nazionale», prosegue Marina Febo, «impone dei diktat dall'alto, senza possibilità di replica, da accettare come fossero oracoli. Un modus che è degno di un sistema medievale, non adatto a rappresentare e a governare le istanze sociali e i problemi del 2020». Il riferimento è alle ultime amministrative a Chieti e Avezzano e nelle successive proposte di «soluzione personalistica» alla crisi avanzate dal coordinatore regionale Nazario Pagano «in sfregio a motivazioni politiche».
L’impegno politico di Marina Febo prosegue in forma civica, attraverso l'associazione InComune che ha anche dato il nome al gruppo consiliare a Spoltore che conta 3 consiglieri.

