Spoltore, il sindaco sull’Arca: «Atti negati? Febo mente»

SPOLTORE. «La verità è che questa amministrazione ha ripristinato legalità e democrazia, sospese forse da altri. Mai negato l'accesso agli atti». Il sindaco Luciano Di Lorito replica al consigliere...
SPOLTORE. «La verità è che questa amministrazione ha ripristinato legalità e democrazia, sospese forse da altri. Mai negato l'accesso agli atti». Il sindaco Luciano Di Lorito replica al consigliere Marina Febo sulla stipula dell'accordo che dà il via libera alla nuova convenzione con l'Arca per il completamento delle opere pubbliche nel piano particolareggiato di Villa Raspa.
«La Febo strumentalizza per l'ennesima volta parole come legalità e democrazia, per attirare l'attenzione, stravolgendo i fatti», sostiene il sindaco. E sulle lamentele della Febo per non aver avuto risposte dall'ufficio urbanistica a istanze da lei presentate sull'Arca dice: «Le risposte di cui parla più di una volta le ha ricevute dall'ufficio in merito alla destinazione di alcuni terreni di proprietà comunale, ma fa finta di non capire e alza il polverone della polemica». L'unico documento che la consigliera non avrebbe ottenuto è un certificato sull'attuale destinazione dei terreni. Un atto che non esiste e che quindi non può essere fornito. Tutti gli atti di cui l'ufficio è in possesso sono stati consegnati. «Eventuali certificati di destinazione urbanistica che l'ufficio non ha devono essere oggetto di un'altra richiesta, secondo il modello utilizzato come libero cittadino, come prevede la legge. Istanza che però non è mai stata presentata dalla consigliera», aggiunge Di Lorito. «Incontreremo il prefetto e altre istituzioni per rappresentare il reale stato dei fatti. Sull'Imu non pagata, l'ufficio tributi ha richiesto e continuerà a richiedere le somme dovute. Sulla transazione ricordo alla Febo che il 3 luglio, a mezzo stampa, è stata proprio lei a sollevare il problema della mancata stipula dell'accordo, che adesso critica. Mente, sapendo di mentire, dicendo che la transazione è stata firmata in fretta e furia, mentre è in possesso di un documento che già da luglio stabiliva il 5 settembre come giorno della firma».

