Spoltore, il sindaco vieta i piccioni sui davanzali
Dopo l’inserimento di falchi e poiane da parte dell’amministrazione, Di Lorito ordina ai cittadini di impedire la sosta dei volatili anche con l’utilizzo di dissuasori
SPOLTORE. Ucciderli no, ma allontanarli in tutti i modi e a spese proprie dai davanzali, terrazzi e cortili, con tanto di dissuasori, griglie e reti, sì. Anzi, si deve. Con un’ordinanza rivolta ai cittadini, il sindaco di Spoltore Luciano Di Lorito prosegue la guerra, incruenta, che la sua ammoinistrazione ha avviato contro i piccioni che infestano il centro storico.
Dopo aver avviato un’operazione di “bird control”, facendo alzare in volo, sul territorio spoltorese, falchi e poiane, rapaci che fanno paura ai piccioni tanto da costringerli ad allontanarsi, il Comune sforna infatti un’ordinanza per obbligare i cittadini a fare la propria parte nelle attività di bonifica dei piccioni e relativo guano.
A Spoltore, infatti, la presenza di colonie di piccioni provoca disagi, a partire dal degrado igienico-sanitario delle zone dove i volatili dimorano abitualmente, con la conseguenza di sporcizia, cattivo odore, corrosione degli intonaci e danni al patrimonio artistico. I piccioni possono inoltre trasmettere malattie attraverso parassiti come le zecche ed altri insetti, che spesso a loro volta sono portatori di batteri, protozoi e altri microrganismi patogeni.
Con i falconieri di Sulmona, che fanno volare i loro rapaci nella citta vecchia, l’obiettivo è di rendere il quartiere un habitat a rischio per i piccioni, che davanti ai rapaci in atteggiamento di caccia tendono a fuggire. Per risolvere in maniera definitiva il problema è comunque necessario eliminare tutte le situazioni che possono costituire un rifugio per i piccioni, su tetti e sottotetti aperti, terrazzi, grondaie, pareti con buchi e altri elementi architettonici dove si riparano o fanno il nido.
Per questo, con la nuova ordinanza il sindaco Luciano Di Lorito ordina a tutti i cittadini proprietari di immobili esposti alla nidificazione e allo stazionamento dei piccioni, «di provvedere nel più breve tempo possibile, al risanamento e alla pulitura periodica dei locali e degli anfratti nei quali i piccioni abbiano nidificato e depositato guano; di provvedere, mediante schermatura di griglie o reti a maglie sottili, all’immediata chiusura delle aperture di areazione e degli accessi attraverso i quali i piccioni possono introdursi; di impedire la sosta dei piccioni sui terrazzi, sul davanzali e nei cortili, mettendo se necessario dissuasori».
Tutte le operazioni dovranno avvenire in modo incruento: il Comune ricorda infatti che è vietato uccidere i piccioni. In caso di violazione delle disposizioni scatteranno sanzioni da 25 a 500 euro.
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